Benetton vende (quasi) tutto: addio speculazioni di gloria

Addio sogni (e speculazioni) di gloria: Benetton ha fatto sapere di voler cedere quote in Aeroporti di Roma (scali di Fiumicino e Ciampino) e Autostrade per l’Italia.

Non solo è stato annunciato un futuro senza l’ingombrante presenza degli istituti bancari che tanto hanno sostenuto a suon di coperture finanziarie il protagonismo monopolista dei Benetton in molti settori strategici del nostro Paese; quello del gruppo finanziario sarà anche un avvenire lontano dall’Italia, puntando all’estero. Tutto cominciò con i vestiti dall’inconfindibile etichetta verde che, anche grazie alle campagne comunicative di Oliviero Toscani, da sempre hanno puntato su messaggi antirazzisti, promuovendo il melting pot culturale e sociale.

Peccato però che proprio il gruppo Benetton si sia macchiato nel corso degli anni di gravi incidenti che hanno visto lo sfruttamento della manodopera del terzo mondo, sfociando in episodi drammatici come il crollo di una palazzina in Bangladesh (1.129 operai morti sotto le macerie, molti di loro sono stati fotografati senza vita e tra le mani tenevano capi di abbigliamento su cui stavano cucendo proprio la targhetta verde “United Colors of Benetton”).

Poi, come ha raccontato Libero, è arrivata la diversificazione delle attività di famiglia: ovvero, non solo abbigliamento. Il regista è stato Gilberto Benetton, classe 1941, che poi è anche il fondatore dell’omonimo gruppo ed ha puntato sui settori retail, infrastrutture e dell’immobiliare.

E così, ora arriva la ristrutturazione dell’impero che vedrà la vendita di quote di Adr e Autostrade. Tra le ipotesi, ci sarebbe quella di una possibile cessione  al gruppo De Benedetti: da poco nel cda di Aeroporti di Roma, infatti, come presidente non operativo, siede Monica Mondardini, dirigente d’azienda italiana, attuale amministratore delegato di CIR e della controllata Gruppo Editoriale L’Espresso.

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