Sara Di Pietrantonio: quando ad uccidere è anche l’indifferenza

sara

Vedere una donna di notte, disperata, chiedere aiuto e non fermarsi a soccorrerla. Facendo finta di nulla e andar via. Nessuno poteva certamente sapere che quelli sarebbero stati gli ultimi attimi di vita della giovane Sara Di Pietrantonio, di lì a poco bruciata viva dal suo aguzzino, il suo ex fidanzato, Vincenzo Paduano. Ma, chi l’ha vista in preda al panico, avrebbe dovuto soccorrerla.

L’uomo ha da poco confessato il suo atroce e vergognoso delitto. Un altro atto infame di violenza (qui siamo davvero alla mostruosità) nei confronti di una donna. Storie di gelosie, di amori traditi, sfociati nel rancore ingiustificato di uomini accecati dall’odio. Una storia che ricorda quella di Chiara Insidioso (clicca qui).

Ma quello che colpisce in questa terribile vicenda è l’indifferenza di quei (almeno) due automobilisti cui la giovane angosciata avrebbe chiesto aiuto poco prima di morire.

“La ragazza prima di essere raggiunta dal suo assassino ha provato a chiedere un ultimo, disperato aiuto agli automobilisti. Ma nessuno si è fermato”, hanno ammesso gli inquirenti dopo averlo appurato dalle telecamere e convocato, appunto, i due in questura. Ma la frase che più colpisce è quel “se qualcuno si fosse fermato sarebbe ancora viva”. Parole che fanno male al cuore, che fanno aumentare i rimpianti per il destino di Sara che poteva essere diverso.

Invece è stata ignorata, lasciata nelle grinfie di quel criminale di Paduano. Che le ha prima bruciato l’auto e poi ha cosparso lei con del liquido infiammabile, dandole fuoco. Senza alcuna pietà.

Menefreghismo, convinzione che tanto ci possa pensare qualcun altro. Effetto spettatore, o, più tecnicamente, “sindrome Genovese”. Viene definito così quel fenomeno psicologico, quella mancanza di reazione che colpisce alcune persone di fronte ad una situazione di pericolo di qualcuno. Successe il 13 marzo del 1964 a Kitty Genovese, una donna di New York uccisa a coltellate nelle vicinanze della sua abitazione mentre. Quella notte, almeno dodici vicini, sentirono e videro tutto, ma non intervennero, convinti che qualcun altro lo avrebbe fatto. È successo a tante altre donne; è successo alla povera Sara.

Speriamo non succeda più…

Articoli correlati

Un Commento

  1. Loredana said:

    Bisogna anche pensare alla sofferenza di questo ragazzo che merita si’ l’ergastolo , ma a chi farebbe piacere vedere la propria fidanzata che ti volta le spalle all’improvviso non ti puo’ improvvisamente piu’ vedere ?? Lui gli aveva chiesto solamente di essere salutato qualche volta per telefono ma lei dura gli rispose no. E la sofferenza di vincenzo si e’ trasformata in un delitto.

*

Top