Vittoria Ugl: Almaviva fa retromarcia sui licenziamenti

La vertenza Almaviva Contact era diventata ormai una vertenza nazionale per le conseguenze negative che avrebbe comportato se i 3000 licenziamenti paventati dall’azienda fossero divenuti operativi.

Ieri al Ministero dello Sviluppo Economico, dopo 17 ore di trattativa, è stato siglato un accordo tra i rappresentanti sindacali e l’azienda che finalmente riporta un minimo di serenità tra le migliaia di famiglie di dipendenti di uno dei call center più importanti del Paese. Infatti dopo mesi di dure lotte sindacali, che hanno visto i lavoratori scendere in piazza e scioperare a più riprese, è stato siglato un’intesa che ha revocato le procedure di mobilità in corso e prevede un periodo di sei mesi di contratto di solidarietà a partire dal primo giugno con un ulteriore periodo di cassa integrazione per i successivi dodici mesi con percentuali di solidarietà che caleranno, al termine dei 18 mesi di ammortizzatori sociali, dal 45% delle sedi di Roma e Palermo al 20%. Scongiurata anche la chiusura delle sedi di Napoli e Palermo. Tutto il processo di ammortizzatori previsto dall’accordo sarà mensilmente monitorato presso il Mi.se con la presenza del Ministero del Lavoro in un tavolo dove si dovrà verificare la corretta applicazione di tutti gli step previsti e contestualmente monitorare tutto il settore dei call center. Un settore questo fortemente provato dai tentativi, a volte riusciti, di portare le sedi operative all’estero per diminuire il costo del lavoro. Finalmente anche le Istituzioni governative preposte hanno preso atto che la politica delle grandi aziende di call center non poteva essere quella di continuare a delocalizzare le strutture danneggiando il mercato del lavoro italiano. Ora il problema sarà solo quello di far rimanere alta l’attenzione su questo importante settore delle comunicazioni al fine di far rispettare gli accordi presi.
Il Segretario Generale dell’Ugl TLC, Stefano Conti, si è dichiarato soddisfatto “per essere riusciti a mantenere integro il perimetro occupazionale di Almaviva e sottoscritto un accordo che dovrà ‘ essere volano di rilancio per l’azienda e pilastro per la regolamentazione dell’intero settore”. Questa è la dimostrazione che il sindacato, quando vuole, può far sentire la propria voce e tutelare non solo gli interessi dei lavoratori ma quelli di un intero settore economico del Paese che produce sviluppo e occupazione. Purtroppo i casi di tale “impegno” sono sempre più rari ma come si sa: la speranza è l’ultima a morire.

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