Sardegna pride, il video gay che rasenta la pedofilia

Peccato che il video promozionale del prossimo evento Sardegna pride coinvolga i soggetti più innocenti come i bambini, invitati a diventare gay a suon di inviti erotici espliciti.

Una mamma passeggia con suo figlio in un parco, quando il piccolo rimane incuriosito dalla classica carovana arcobaleno in slip e parrucca, così tra drag queen e travestiti partono gli inviti erotici osceni verso il piccolo, a suon di lingue che si agitano: “Mamma chi sono quelli?”, chiede il bambino alla donna. La madre, rappresentata come la classica bigotta, invita istericamente il figlio a non guardare. Troppo tardi: e così, una nuvola rosa trasforma l’innocente bambino in una giovanissima drag-queen con tanto di boa al collo: “Mamma ho già visto tutto: è fa-vo-lo-so”, risponde il piccolo con atteggiamento effeminato.

Davvero peccato. Negli anni passati le campagne per gli eventi gay si contrassegnavano per l’originalità e per la capacità di accennare alle tematiche erotiche ed omosessuali in maniera finemente provocatoria, intelligente ed ironica. Ora, da quando il regime del pensiero unico sta imponendo la sigla Lgbt come nuova religione laica, si è tutto volgarizzato e reso più esplicito, anche le campagne promozionali che hanno l’unico obiettivo di provocare e colpire. Rendendosi, purtroppo, standardizzate e ognuna uguale alle altre.

Alla lunga, vedere i soliti uomini travestiti da donne o viceversa, con l’uniforme della dittatura arcobaleno, in slip o truccati, appare monotono e molto poco trasgressivo. Tutto ciò diventa irritante quando, appunto, vengono coinvolti i bambini. Eppure era proprio quello che profetizzava Mario Mieli, a cui è dedicato il circolo di cultura omosessuale di Roma: nel suo “Elementi di critica omosessuale” del 1977, Mieli scriveva “noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino l’essere umano potenzialmente libero. Noi, si, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega”.

Clicca qui per vedere il video.

Cari gay, lasciate perdere i bambini e tornate ad essere trasgressivi come una volta.

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3 Commenti

  1. Pino said:

    …e poi quando dico che “regolarizzando” le unioni omosessuali si finirà col “regolarizzare” anche la pedofilia… mi dicono “Che c’entra l’omosessualità con la pedofilia?” Con questo video stanno già andando avanti! Questo conferma la mia opinione!

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