Consob-Bankitalia: chi controlla i controllori?

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Il carrozzone Bankitalia si è rivelato un’agenzia di collocamento per istituti coinvolti nei recenti scandali; la Consob ha fatto sparire informazioni sugli scenari in caso di crac: è bufera nel mondo della finanza italiana e sui suoi principali organismi di vigilanza.

‘Quis custodiet ipsos custodes?’: la domanda avanzata da Giovenale è terribilmente attuale nel mondo dei nostri istituti di credito. Un rapporto davvero troppo disinvolto è quello che si è intrecciato tra Palazzo Koch e le banche travolte dal terremoto scoppiato lo scorso novembre. Un funzionario dell’istituto di via Nazionale è diventato responsabile audit della Popolare di Vicenza dopo averla vigilata; un altro, invece, va a riposarsi in una tenuta chiantigiana di Gianni Zonin, presidente dello stesso istituto, dopo averlo sottoposto ad ispezione. Come ha sottolineato Franco Bechis su Libero, proprio l’industriale del vino che ha guidato l’istituto fino al disastro degli ultimi mesi, ha un ruolo di primo piano nella trasfusione di ispettori, funzionari e dirigenti fra l’autorità di controllo e la banca vicentina.

È stato proprio Zonin, ad esempio, che ha risolto un piccolo problema a Bankitalia come la vendita di Palazzo Ripeta, sede locale dell’istituto, che da 5 anni non trovava un acquirente. Il prezzo – 9 milioni di euro – era troppo alto: non per Zonin che ha sganciato la cifra richiesta. Ma con quei soldi ha acquistato solamente il palazzo? Evidentemente no, molto probabilmente si è aggiudicato anche altro come gli occhi chiusi dei funzionari di Bankitalia che avrebbero dovuto vigilare.

Non solo Popolare di Vicenza: questo rapporto incestuoso ha coinvolto anche altri istituti dove sono stati bruciati i soldi dei risparmiatori. È il caso della Banca Bene, credito cooperativo cuneese, commissariata nel 2013 da Bankitalia. Peccato che l’uomo inviato dagli uffici di via Nazionale – Giambattista Duso – era contemporaneamente anche amministratore di Marzotto Sim, società di intermediazione mobiliare della Popolare di Vicenza. Guarda caso, tra i primi atti compiuti da Duso, ci fu il trasferimento di molti impieghi dall’istituto di Cuneo proprio in Popolare di Vicenza. Lo stesso Bechis arriva a proporre la chiusura di Bankitalia: non ha più la stessa mission che aveva un tempo – come la gestione di politica monetaria o di mercato titoli, tutto trasferito alla piattaforma europea – eppure ancora la stessa architettura gestionale di quando decideva su tutto e su tutti, con un esercito di oltre 7 mila dipendenti, per una spesa di poco meno di 1,2 miliardi di euro.

L’altro organismo il cui ruolo deve essere assolutamente ridefinito è la Commissione nazionale per le Società e la Borsa che – come recita il sito – “vigila su ogni promoter e si occupa dell’apposito Albo”. Presidente della Consob dal 2010 è Giuseppe Vegas, in passato viceministro. Ora l’ex parlamentare di Forza Italia e Pdl si trova nei guai per la stabilizzazione della sua segretaria, Francesca Amaturo, ritenuta illegittima dal Consiglio di Stato perché avvenuta senza concorso. Lo scorso 10 maggio, come ha riportato il Fatto Quotidiano, Giuseppe Deodato e Giorgio Orano, i due pm di Roma che da anni indagano sul presunto reato di abuso d’ufficio da parte di Vegas (per i presunti favori oltre ad Amaturo anche all’ex segretario generale Gaetano Caputi, il dirigente Gabriele Aulicino e altri) hanno chiesto l’archiviazione. La sentenza del Consiglio di Stato, invece, ha confermato la sentenza con cui il Tar aveva annullato il procedimento di stabilizzazione di Francesca Amaturo. A far discutere sono le motivazioni con cui Vegas ha stabilizzato la sua segretaria, “funzionale all’adeguato perseguimento dei fini istituzionali sostanziatisi nell’assicurare efficaci e conctinuativi livelli dell’azione di vigilanza a fini di tutela degli investitori, nonché la salvaguardia della trasparenza e della correttezza del sistema finanziario”. Peccato che in questi mesi si sia assistito a tutto il contrario.

Ha suscitato numerose polemiche, infine, la richiesta di dimissioni che Milena Gabanelli ha rivolto a Giuseppe Vegas: “O è in grado di produrre la smentita a questa lettera a lei indirizzata, protocollo numero 11038690, oppure credo che responsabilmente debba dimettersi” è stato l’appello lanciato nell’ultima puntata di Report. Nel servizio mandato in onda è stato affrontato il pasticcio delle obbligazioni subordinate costato caro ai risparmiatori. Al termine, Milena Gabanelli ha mostrato il documento in cui la divisione emittenti dell’authority invita chi emette strumenti finanziari “a non inserire le predette informazioni”, cioè la probabilità per il risparmiatore di perdere i propri soldi, e “ne richiederà l’eliminazione nel caso in cui il prospetto le dovesse riportare”, nelle modalità “conformi alle indicazioni” fissate dallo stesso presidente. E meno male che Bankitalia e Consob dovrebbero tutelare azionisti e risparmiatori.

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