Lotito: storia di un presidente odiato da tutti i tifosi

Odiato a Roma, disprezzato adesso anche a Salerno, nonostante la salvezza (obiettivo stagionale del club campano) ottenuta ai play out contro il Lanciano.

Il destino di Claudio Lotito sembra essere inesorabilmente quello di presidente contestato. Non solo per i risultati sportivi (che qualche volta sono pure arrivati), ma per i suoi modi di fare e di confrontarsi con le persone, per la sua arroganza, per il suo essere saccente e irrispettoso nei confronti della tifoseria.

Ieri, lo ha dimostrato ancora una volta. La sua Salernitana si è salvata, ma il pubblico granata ha comunque deciso di contestarlo. Lui, a fine gara, ha risposto così: “La storia di questo club è composta da fallimenti e latitanza nelle serie inferiori, per questo la tifoseria dovrebbe essere grata di avere una proprietà solida economicamente, altrimenti se questa non va bene cercatevene una in grado di mettere i soldi”. Ma i soldi, come si dice, non fanno sempre la felicità.

E per concludere un bel “Se io mi disinnamoro della Salernitana fate la fine del gatto in dispensa”.

Che la storia della Salernitana non sia gloriosa e ricca di successo é vero, che salvezza doveva essere e salvezza è stata anche. Ma quello che non comprende Lotito è che i tifosi sono persone umane, con dei sentimenti forti e capiscono perfettamente quando un presidente ami o meno la propria squadra. 

Nella Lazio, il patron ha portato due Coppa Italia (una storica vinta contro la Roma) e una Supercoppa Italiana, ma il popolo biancoceleste è esausto della gestione egoistica, da despota.

Le cose cambieranno? Lo sperano i laziali, anche se ieri, Lotito, non solo ha risposto in quel modo alla contestazione dei tifosi della Salernitana, ma anche fatto riferimento proprio ai biancocelesti. “A Roma vengo criticato, ma non lascerò mai la Lazio“.

Quasi un ghigno di sfida quello del presidente, un’affermazione che sa di condanna.

Ecco perché due piazze, quella capitolina e quella campana sono contro di lui. Prima o poi, però, avranno la loro rivincita…

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5 Commenti

  1. Stefania said:

    Fino a prova contraria…..nella mia vita ho cercato di prendere sempre le decisioni da sola…e quando mi sono trovata a non farlo mi sono allontanata da certe persone….quindi fino a che lo stadio si riempirà di 100 persone io non rinuncerà ad andare a tifare la maglia lotito o non lotito e di chi pensa che si debba lasciare lo stadio vuoto….ma che poi in certe occasioni si presenta li e porta jella…..quindi io non amo il gestore ma non lascio sola la squadra…..al di là di quello che decidono gli altri.

    • Luca said:

      Signora Stefania, ho solo esposto la mia opinione che non intendo certo imporre agli altri! Se a lei piace la situazione attuale della Lazio – che arriva a quasi 30 punti dalla Roma, non ha serie prospettive di crescita e per la quale, a Roma, non si vedono quasi più bambini che la tifino (ad eccezione di quelli figli di laziali di provata fede) – non è un problema mio. Io, di fronte ad un presidente che ha dimostrato di non riuscire a far crescere la Lazio e che dichiara ripetutamente di volerla tenere a vita, ritengo che sia giusto che il pubblico laziale (di cui faccio parte) manifesti in modo civile – con le modalità da me indicate nell’altro mio commento al suesteso articolo, o con i diversi modi leciti che potrebbero venire in mente ad altri – il proprio grande malumore al fine di segnalarlo ai mezzi di comunicazione di massa, atteso che ciò può mettere in difficoltà Lotito sia sotto l’aspetto della propria immagine imprenditoriale sia in ambito politico. Penso, infatti, che se rimarremo inerti facendo finta di niente e continuando ad andare allo stadio e ad acquistare abbonamenti alla tv a pagamento, Lotito potrà davvero rimanere a vita presidente della Lazio, con conseguente concomitante mediocrità della Lazio. Per quanto concerne la iella – alla quale non credo, perché altrimenti dovremmo pensare che la Juventus abbia solo tifosi fortunati – le comunico di aver assistito all’Olimpico a tutte le partite in cui la Lazio, a partire dal 1974 ad oggi, ha vinto dei trofei (due scudetti, 3 Coppe Italia, 1 Supercoppa d’Italia) e di essere stato, invece, assente all’Olimpico la sera in cui la Lazio, nell’agosto del 2013, perse la Supercoppa d’Italia contro la Juventus. Ero inoltre presente al Villa Park, a Birmingham, in occasione della vittoria della Coppa delle Coppe nel 1999. L’unica sconfitta in una finale giocata dalla Lazio alla quale ho assistito allo stadio è stata quella a Parigi contro l’Inter nel 1998. Spero per lei che sia stata fortunata come me, o più di me!

      • Luca said:

        Anziché “e per la quale, a Roma, non si vedono quasi più bambini che la tifino (ad eccezione di quelli figli di laziali di provata fede)” si legga “e per la quale, a Roma, non si vedono quasi più bambini che tifino (ad eccezione di quelli figli di laziali di provata fede)”; anziché “3 Coppe Italia” si legga “3 coppe Italia”.

  2. Luca said:

    I motivi per cui Lotito non vuole vendere la Lazio sono noti, perché, come tutti sappiamo, cedendo la stessa perderebbe soldi per le altre sue aziende in rapporti commerciali con la società biancoceleste, la visibilità mediatica, nonché la possibilità di coltivare ambizioni politiche. A meno che Lotito non allestisca una grande squadra – ipotesi da escludere (per il comportamento da lui assunto sino ad ora) in ragione di grandi investimenti da parte del medesimo Lotito, ma che potrebbe verificarsi nel caso di acquisti di bravi calciatori (ancora non affermati) a basso costo – l’unica soluzione è il boicottaggio totale (niente stadio, tv a pagamento e prodotti societari), perché la contestazione in atto con la diserzione dello stadio ha già colpito economicamente la Lazio, e quindi Lotito, nonostante quest’ultimo voglia far vedere il contrario. In mancanza di un ravvedimento di Lotito nel senso sopraindicato, chiunque vada allo stadio pensando di aiutare la Lazio, in realtà va ad aiutare Lotito e protrae la permanenza dello stesso alla Lazio! I tifosi che ancora vanno allo stadio devono comprendere che l’Olimpico deserto avrebbe un effetto dirompente anche – e soprattutto – sotto l’aspetto mediatico nell’ipotesi in cui non potesse essere mascherato da Lotito con il numero degli abbonati che, quest’anno, sono stati circa 14.000 (grazie ai tanti “cuccioloni da un euro ciascuno) anche se poi molti di questi nel corso del campionato hanno disertato lo stadio per il deludente andamento della Lazio e la conseguente irritazione nei confronti di Lotito. Nel corso dell’ultimo campionato, infatti, Lotito ha potuto comunque difendere la sua immagine imprenditoriale con il numero dei suddetti abbonati – a cui si sono aggiunti almeno mille/duemila biglietti acquistati dai tifosi al botteghino in occasione delle singole partite – che, anche nelle partite con minori presenze, hanno garantito un numero ufficiale di spettatori di circa 16.000/17.000 “accettabile” sotto l’aspetto mediatico, anche se, in realtà, in diversi casi gli spettatori erano molti di meno in ragione dell’assenza di tanti abbonati invece considerati presenti! Pensate invece a quali sarebbero stati gli effetti mediatici per l’immagine imprenditoriale di Lotito nell’ipotesi in cui in alcune partite gli spettatori presenti alla partite della Lazio fossero oggettivamente risultati 6.000, 7.000, o pochi di più! Avrebbe fatto la figura dell’imprenditore incapace, di colui che ha ridotto la Lazio, la sesta società italiana per il numero di tifosi (circa 1.500.000 solo in Italia) e la prima squadra (per anteriorità storica) della città di Roma – con un bacino di utenza, quindi, di circa 5 milioni di persone – ad avere il pubblico della piccola squadra di provincia in un campionato di Serie B! Un siffatto disastro imprenditoriale non sarebbe stato occultabile dai mezzi di comunicazione di massa – ivi compresi quelli gestiti di tifosi romanisti che tanto fanno per nascondere la mediocrità di Lotito (e quindi della Lazio) e la conseguente civilissima contestazione del pubblico laziale all’evidente scopo di favorire la crescita della Roma – e, dello stesso, Lotito avrebbe dovuto probabilmente rispondere anche in ambito politico. Occorre, pertanto, il boicottaggio totale (nessun abbonamento allo stadio, alle tv a pagamento, nessun acquisto di prodotti societari) in mancanza del ravvedimento di Lotito nel senso sopraindicato e, a fianco di tale forma di protesta, potrebbero essere, inoltre, assunte delle iniziative volte ad evidenziare al mondo il grande numero di tifosi laziali esistenti, una delle quali potrebbe essere, ad esempio, quella di allestire un maxi schermo, in un punto all’aperto della città, per consentire ai tifosi della Lazio (riuniti in almeno 20.000 unità) di vedere le partite della Lazio e tifare per la stessa, anziché recarsi all’uopo all’Olimpico! Io, a tale proposito, compatibilmente con gli impegni lavorativi e con quelli famigliari, assicurerei sin da ora la mia presenza in parecchie di queste iniziative, che certamente non potrebbero essere sottaciute dai mezzi di comunicazione di massa – specialmente dinanzi ad uno stadio Olimpico deserto in concomitanza – e per Lotito risulterebbe davvero difficile difendersi sotto l’aspetto imprenditoriale ed in ambito politico. Ovviamente, poi, qualora la Lazio disputasse un grande campionato, i tifosi potrebbero tornare numerosi all’Olimpico alla stregua di quanto è avvenuto nel campionato 2014/2015 – allorché la stessa Lazio è giunta al 3° posto nella classifica finale – ma in tal caso, si dovrebbe però mantenere lo stesso precedente comportamento in difetto di un successivo rafforzamento della squadra da parte di Lotito! E’ bene ribadire che senza fermezza e senza sacrifici non si ottiene nulla nella vita!

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