Truffe online, attenzione alle false email dalla Procura

L’ultimo attacco in tema di truffe online porta il logo dalla Procura della Repubblica: un escamotage nel tentativo di far cascare l’ignaro destinatario della mail nella trappola. E rubargli soldi.

Ogni giorno se ne inventano una nuova. Si va dal soldato americano che intreccia un’improbabile relazione sentimentale online con la malcapitata di turno, convincendola a farsi spedire del denaro per poterla raggiungere e coronare il loro sogno d’amore, alla mail di una banca – magari proprio quella dove abbiamo il conto – che ci chiede di fornire dati sensibili. Lo scopo di queste truffe online è sempre lo stesso: rubarvi i soldi.

Ma, visto che ormai la gente non ci casca (quasi) più, tocca aguzzare l’ingegno. Ecco allora che le mail arrivano con il logo di un misterioso “Procuratore della Repubblica” che minaccia un improbabile “arresto” del patrimonio bancario e del conto corrente, per via diun “mancato pagamento delle imposte e concorso in riciclaggio” per la quale si rischierebbero “fino a 15 anni di reclusione”. L’utente meno “scafato” si spaventa e cade nella truffa online.

Cliccando qua e là nei link presenti nella mail, infatti, si attiva un virus informatico che rende inutilizzabile la memoria del proprio pc e per ripristinare il tutto tocca pagare un riscatto in bitcoin, la moneta elettronica. Un’estorsione vera e propria.

«Ricordiamo che in questi casi bisogna diffidare di mail che invitano a inserire dati personali o relativi ai propri mezzi di pagamento poco chiare o scritte in un italiano incerto o contenenti richieste di cambio password, proposte promozionali particolari, vincite inaspettate, avvisi di controlli o verifiche … non rispondere alla mail e non aprire l’allegato, né cliccare sui link proposti; fare copia della mail per poter denunciare quanto accaduto» – spiega Emanuela Bertucci, legale dell’Aduc, l’associazione per i diritti degli utenti e consumatori.

 

 

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