Orlando: emergenza sangue, ma molti gay non possono donare

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Dopo la strage di Orlando in cui sono morte 50 persone e 53 sono rimaste ferite è scattato immediatamente l’allarme per contrastare l’emergenza sangue: molti i gay in fila, ma per la legislazione Usa molti non potranno donare.

Dopo 30 anni, solo lo scorso dicembre è stato cancellato il divieto assoluto di donare il sangue per gli omosessuali maschi. Il bando a vita, infatti, era entrato in vigore quando l’epidemia dell’Aids era al suo apice e i rapporti omosessuali considerati tra le principali modalità di trasmissione. Così, la Food and Drug Administration (Fda) ha motivato la decisione con le ultime ricerche scientifiche, secondo cui il divieto generalizzato non è necessario per evitare la trasmissione dell’Hiv, virus che causa l’Aids.

La Fda, però, ha posto un vincolo molto stretto nelle nuove linee guida che “rispecchiano le evidenze scientifiche più aggiornate per garantire la continuità e la sicurezza delle scorte di sangue, riducendo il rischio di infezione da Hiv”. Gli uomini gay, infatti, donare il sangue, a partire da 12 mesi dopo l’ultimo contatto sessuale avuto. Regole simili sulla donazione sono previste anche nel Regno Unito e in Australia.

L’appello è comunque partito dalla pagina Facebook dell’Orlando Pride: “C’è un urgente bisogno di 0 Negativo 0 Positivo e AB Plasma” si legge sul social network, dove si trovano i numeri telefonici e i centri medici a cui rivolgersi. Solamente una banca del sangue in Orlando ha detto che accetterà donazioni da chiunque, anche dagli omosessuali, sottolineando che tutti i donatori saranno sottoposti ad accurati controlli.

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