Genitori a 12 anni: il fenomeno delle baby mamme italiane

La gravidanza, le nausee, le voglie. A dodici anni. Bambine che mettono al mondo altri bambini. Sono le baby mamme italiane. E sono sempre di pi√Ļ.

Ogni anno sono quasi duemila le minorenni che mettono al mondo un bambino. L’ultimo caso è quello di Treviso. Lei ha dodici anni, non ha ancora messo piede al liceo, eppure tra qualche mese diventerà madre. Il padre del nascituro ne ha diciassette, lui al liceo ci va. E questa è solo una delle tante storie che passano per il centro specializzato dell’Ospedale San Paolo di Milano.

Come racconta La Tribuna di Treviso, ¬†quando la ragazzina ha scoperto di essere incinta ha raccontato tutto ai suoi genitori. E dopo lo shock (e ci mancherebbe) iniziale, entrambe le famiglie dei teenagers avrebbero reagito mostrando vicinanza e supporto ai figli in attesa di un figlio. Come richiede una situazione cos√¨ delicata, i controlli medici di routine sono affiancati da una serie di consulenze psicologiche per sostenere i ragazzi nelle scelte, qualsiasi esse siano, nel cammino verso una decisione comunque difficile quando nascer√† il piccolo. Diverse le ipotesi: dal riconoscere il bambino crescendolo con l’aiuto dei nonni-genitori al darlo in adozione.

Ma la mamma teenager (neanche teenager) del trevigiano non √® certo la prima. Nel giugno del 2014 a Castelfranco,¬† due alunni di terza media, dodici anni lui, tredici lei, hanno avuto un bambino, inizialmente affidato alla nonna materna. Pi√Ļ recentemente, a febbraio, una 13enne ha partorito ma non se l’√® sentita di riconoscerlo e il piccolo √® stato dato in adozione. La¬†ragazzina non appena aveva saputo di essere incinta aveva deciso di portare avanti la gravidanza con convinzione, affiancata dalla famiglia. Non voleva abortire, ha nascosto le rotondit√† e poi si √® assentata per qualche giorno da scuola, senza motivare il perch√©. “Questa baby mamma non ha considerato la gravidanza solo come un incidente di percorso”, ha raccontato chi l’ha incontrata. Poi, dopo il parto, la decisione di dare il bambino in adozione.

Arrivano da tutte le classi sociali, perch√© “quello che le caratterizza non √® la questione economica ma la dificolt√† ad elaborare eventi drammatici della loro vita, dai traumi, ai maltrattamenti, dal senso di essere trascurate in famiglia senza nessuno che si curi dei loro bisogni affettivi. E questo accade anche nelle famiglie socialmente pi√Ļ elevate” dice la dottoressa Margherita Moioli, a Repubblica. Un figlio diventa un modo per dare un senso alla propria vita, trovare un signficato, un ruolo, una fonte di affetto e su cui riversare le attenzioni mai ricevute. Alla domanda se la gravidanza √® stata cercata o √® frutto di un ‚Äúincidente di percorso‚ÄĚ, le ragazzine si dividono equamente, la met√† lo dice chiaramente: quel bambino l’ha cercato e voluto. Spesso, spiegano i medici, le giovanissime non usano contraccettivi non per ignoranza ma perch√©, magari inconsciamente, perseguono il loro obiettivo.

Le bambine spesso hanno un’infanzia negata, o hanno modelli in famiglia che le spingono a ripetere la maternit√† precoce come le loro madri e nonne. I servizi dedicati alle baby mamme, si occupano anche del neonato e del padre, quasi sempre adolescente anche lui. S√¨, perch√© ci sono anche i baby pap√†, “sottoposti a pressioni e vulnerabilit√† tipiche dell‚Äôadolescenza”, che spesso portano le giovanissime coppie a sfaldarsi. Eppure, racconta l’esperta, ci sono anche quelli che continuano a stare insieme “fanno fatica, ma vogliono creare un nucleo che si autoconserva e che trae la propria forza dallo stare insieme”. Insieme contro tutti, uniti per creare quello che spesso non hanno avuto.

Articoli correlati

*

Top