Orlando: il killer frequentava il Pulse, per l’ex moglie “era gay”

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L’autore della strage di Orlando, Omar Mateen, secondo molte testimonianze non solo frequentava il locale dove ha ucciso 49 persone, ma aveva scaricato una app per incontri omosessuali.

A confermare l’omosessualità del ventinovenne di origine afgana, ci sarebbe anche la testimonianza dell’ex moglie intervistata da un’emittente brasiliana secondo cui aveva tendenze omosessuali, escludendo ogni legame con il terrorismo organizzato. La sensazione della ex moglie è stata confermata anche da un ex compagno di scuola di Mateen, mentre un suo amico ha riferito di aver frequentato in passato locali gay con il futuro killer: inoltre, un giorno Omar gli aveva chiesto di uscire per un appuntamento romantico, ma aveva ricevuto un rifiuto.

Rimane la strage nella sua tragica assurdità, in questo modo però assumono tutto un altro valore le ragioni che sono alla base: escluse le cause legate all’omofobia, indicate come uniche ed esclusive. E anche quelle legate al terrorismo islamista cominciano a crollare dal momento che Mateen è stato visto più di una volta ubriaco all’interno dello stesso Pulse, mentre secondo qualcuno ha dormito nel locale stesso vere volte.

La frequentazione assidua del locale di Orlando da parte del killer esclude anche un eventuale sopralluogo per preparare al meglio il suo piano diabolico: la transessuale Aries (vero nome di Ty Smith), dipendente della discoteca, conferma di aver visto il futuro stragista uscire ubriaco dal locale in molte occasioni. Un ragazzo che esegue performance nel night club sotto il nome di Kristina McLaughlin lo ha riconosciuto nelle foto diffuse dopo la strage. Chris Callen ha dichiarato alla Canadian Press senza dubbio che Omar Mateen “frequentava il Pulse da almeno 3 anni”.

Omar Mateen, infine, è stato riconosciuto da un ragazzo omosessuale incontrato dopo essersi conosciuti in chat attraverso una app dedicata agli incontri tra uomini.

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