Sky: Roma, sciopero dei lavoratori contro il futuro incerto

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Si è svolto stamattina lo sciopero dei dipendenti degli uffici romani di Sky per protestare conto le mancate garanzie che scongiurino l’ormai sempre più possibile chiusura della sede di via Salaria.

“Ormai da tempo vi sono sintomi e segnali che la sede di Roma potrebbe essere fortemente ridimensionata mentre la sede di Milano potrebbe diventare l’unico polo produttivo di Sky” ha affermato Luigi Le Pera della Segreteria di Roma della UGL Telecomunicazioni: “L’ultimo bilancio di esercizio di Sky Italia – ha proseguito – presenta un utile netto positivo di oltre 24 milioni di euro, con una crescita del Patrimonio Netto pari al 20% e con un costo del lavoro che è appena l’8% dei costi operativi totali. Numeri che non giustificano il percorso che l’azienda potrebbe intraprendere e che non ha smentito affatto davanti alle preoccupazioni e alle richieste di chiarimenti rivolte dalle organizzazioni sindacali”.

Già lo scorso marzo su questa testata è stato affrontato il difficile periodo dei dipendenti di via Salaria: è un clima di grande preoccupazione, infatti, dal momento che da un paio di anni neanche un investimento ha riguardato la sede romana di Sky Italia, ex culla dell’ormai affermato Sky Tg24. In molti hanno attribuito la mancata strategia economica al drastico calo di abbonamenti dovuto alla politica del risparmio che ha fatto perdere i diritti televisivi per la Champions League dal 2015 al 2018.

Alla perdita dei diritti della Champions, poi, non hanno di certo adeguatamente controbilanciato nè l’acquisizione della Formula 1, nè il campionato di moto mondiale che avrebbero dovuto sanare la mancata crescita per il raggiungimento dell’obiettivo dei fatidici 5 milioni di abbonati. Per questo secondo Le Pera, è necessario che l’azienda non venga meno a quel principio di responsabilità sociale d’impresa che ogni soggetto del mondo produttivo dovrebbe mettere in pratica nella sua strategia e nei propri obiettivi.

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