Lippi manda a quel paese Tavecchio e saluta la Nazionale 

E così, Marcello Lippi, non tornerà in Nazionale. A sorpresa, l’ex tecnico dell’Italia campione del Mondo 2006, rifiuta il ruolo di direttore tecnico di tutte le rappresentative azzurre, offertogli da Carlo Tavecchio.

Un fulmine a ciel sereno, in pieno Europeo, a soli due giorni dalla sfida, delicatissima, contro la Spagna.

Con l’annuncio di Giampiero Ventura nuovo cittì, successore di Antonio Conte, era tutto pronto per l’esperienza di Lippi in Nazionale. E invece deve, per forza di cose, essere successo qualcosa.

“Io non posso più aspettare, non posso farmi prendere in giro”, le parole dell’allenatore.

Il motivo che ha portato Tavecchio & Co ad aspettare tutto questo tempo prima di farlo firmare? Per “colpa” del figlio Davide, che é un agente Fifa.

E quindi? Secondo l’attuale regolamento per i servizi di procuratore sportivo (entrato in vigore l’1 aprile 2015), chi abbia un familiare con un ruolo federale (non specificato) o presso un club associato alla federazione, non può svolgere l’attività di manager di calciatori.

Dunque se Marcello avesse firmato per la Nazionale, il figlio Davide avrebbe dovuto smettere di esercitare la propria professione.

Una situazione gestita malissimo da parte della Figc, da dilettanti. Anche perché questa regola, appunto, c’è dal 2015. Tavecchio aveva chiesto del tempo a Lippi per apportare qualche modifica al regolamento. Ma l’ex Juve e Inter, spazientito, ha mandato tutti a quel paese.

“Quello che è successo è strano, molto strano. Se qualcuno aveva nel mirino me sappia che ha sbagliato perché la mia storia resta scritta; se qualcuno aveva nel mirino mio figlio, non posso permettere che paghi lui un prezzo che sarebbe assurdo pagare”.

Alcuni sostengono anche che dietro la scelta dell’ex cittì ci sia l’ombra del Milan. I rossoneri, infatti, lo vorrebbero come direttore tecnico del club. Lo stesso ruolo che avrebbe avuto in Nazionale.

Articoli correlati

Un Commento

*

Top