Se ne va Carlo Pedersoli: uomo di sport, di cinema e di fede

È scomparso all’età di 86 anni Carlo Pedersoli che non fu solo Bud Spencer, ma anche un campione di nuoto e un uomo di fede.

Il suo nome cominciò a circolare sulle cronache sportive – prima dei giornali romani e poi di tutta Italia – per le sue capacità nella disciplina del nuoto e i successi raccolti con la società della Lazio. Carlo Pedersoli, infatti, nei 100 stile libero fu il primo italiano a scendere sotto il minuto.

Proprio mentre nuotava nel Tevere, venne notato dal cinema: così, dopo il ruolo di comparsa in alcuni film, cominciò la carriera come Bud Spencer. Il nome americanizzato si deve alla sua amata birra Bud e all’omaggio all’attore statunitense Spencer Tracy: il cambiamento del nome del suo partner professionale – Terence Hill, all’anagrafe Mario Girotti – ha dato vita a una delle coppie del cinema più amate, non solo in italia.

Nonostante ad animare i loro film ci siano state scazzottate e risse con tavoli e sedie che si frantumavano sulle schiene, il messaggio finale positivo – del pugno come arma per punire i cattivi e cancellare i torti – ha sempre avuto la meglio. Forse negli anni scorsi non c’erano tutti questi moralisti pronti a condannare un po’ di violenza in televisione; ma è anche vero che quella di Bud Spencer non è mai stata violenza gratuita, fine a se stessa. Proprio per questo Carlo Pedersoli è diventato il gigante buono, amato dal pubblico di ogni età, soprattutto i più giovani sia di ieri che di oggi.

Ma c’è un lato poco conosciuto di Carlo Pedersoli, quello legato alla fede: «Ho bisogno di credere perché – nonostante il mio peso – mi sento piccolo di fronte a quello che c’è intorno a me. Se non credo sono fregato», raccontò l’attore. E poi ancora, «Non esiste al mondo un uomo o una donna che non ha bisogno di credere in qualche cosa». A chi gli rispondeva di essere ateo, lui faceva notare: «Bene allora credete che Dio non esiste, quindi credete comunque in qualche cosa». Infine, in merito alla morte, confessò: «Io credo perché ho bisogno di credere in Dio e nel “dopo” che c’è oltre la vita. La fede, per me, è un dogma. Un valore assoluto».

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3 Commenti

  1. cicci tudini said:

    E’ stato un grande della mia adolescenza. Nuotava con noi nella piscina appena costruita dell’Acqua Acetosa e ci intratteneva con le sue boutades ed era sempre estremamente disponibile con noi ragazzine, tutte, ovviamente innamorate di lui.
    Ho avuto modo di rincontrarlo più tardi in Federazione Nuoto e pur essendo diventato famosissimo sempre estremamente cordiale e disponibile. La cosa che allora mi ha più emozionato è stato il fatto che si ricordasse anche di mio padre.
    Quanto vorrei che esistessero persone come lui, anche se lui è unico
    Un grande abbraccio mio caro e grazie
    Cicci Tudini

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