L’Islanda e quell’inno vichingo che fa emozionare

Non solo l’Italia di Conte, la Francia padrona di casa di Griezmann, la Germania campione del mondo, il Galles di Bale, il Belgio di Hazard, il Portogallo di CR7 e la Polonia di  Lewandowski. Tra le grandi di questo europeo c’é l’Islanda con la sua favola.

I vichinghi hanno centrato ieri sera la storica impresa di eliminare l’eterna incompiuta Inghilterra (sconfitta che ha portato l’allenatore Hodgson a dimettersi), facendo innamorare tutti gli sportivi per il canto del pubblico e dei giocatori islandesi a fine gara, sotto al settore dei tifosi blu. Roba da brividi lungo la schiena, da Haka neozelandese.

 

Un popolo di appena 300 mila abitanti alla conquista d’Europa, con un cuore immenso e tanta tanta passione. Una storia semplicemente fantastica, di quelle che fanno bene al calcio, che coinvolge e unisce tutti.

Perché ieri, vedendo la partita e i minuti passare, veniva quasi spontaneo tifare o comunque simpatizzare per quegli 11 in campo scatenati in maglia blu che inseguivano un sogno. Che buttavano fuori dall’Europa (dopo la Brexit) l’Inghilterra di Rooney.

Impossibile non provare un brivido lungo la schiena a fine match con la bellissima festa orchestrata da capitan Sigurdsson. Tutti sotto la curva, un muro di mani in cielo e un singolo applauso sempre più veloce che contagia tutti nel silenzio dello stadio. Che è già diventato il tormentone di questo Europeo: l’inno dei vichinghi.

E adesso sotto con la Francia per un’altra missione impossibile.

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