Onu: ecco la (scarsa) considerazione dell’Italia

La vicenda del seggio nel Consiglio di sicurezza Onu – che sembrava destinato all’Italia – ci isola nel contesto del Mediterraneo, esponendoci al pericolo dell’invasione di migranti.

Prima di noi, nell’assegnazione del seggio temporaneo per l’Europa occidentale, sono arrivate Svezia e Olanda, due Paesi che non affacciano sul Mediterraneo, teatro degli avvenimenti recenti più importanti e delle principali tragedie come il continuo verificarsi di sbarchi sulle nostre coste o il recupero di imbarcazioni da parte della nostra Marina. Ormai sembrava cosa fatta: il posto che verrà occupato dal 2017 pareva destinato al nostro Paese, macchè.

L’unico misero risultato è stato il ballottaggio finito in parità 95 a 95 con l’Olanda, arrivata seconda con 115 punti al primo turno senza così superare la soglia: a stravincere è stata la Svezia con 134 preferenze, ben sei oltre il quorum richiesto. A nulla, dunque, sono servite le varie strategie come l’azione diplomatica del nostro ambasciatore Sebastiano Cardi nelle sedi Onu, le missioni del nostro ministro Gentiloni o – come ha ricordato il Messaggero – l’appoggio espresso da Mattarella nel viaggio a Washington, New York e Houston per la bilaterale con Obama.

E altrettanto inutile si è rivelata la prima conferenza ministeriale Italia-Africa che si è svolta a maggio nella Capitale, in cui Roma si è proposta come garante per un maggior impegno internazionale per i problemi del continente africano vista la condivisione del Mediterraneo. Niente da fare: il rinnovo di cinque dei dieci seggi temporanei Onu che affiancano quelli permanenti di Usa, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina per ora tiene fuori l’Italia. Doveva essere la scelta più sicura e logica: invece, per l’Europa occidentale c’è stata l’elezione al primo turno della Svezia. L’unico ballottaggio dopo vari scrutini è stato quello tra Italia e Olanda che ha fatto sorgere l’ipotesi di staffetta tra i due Paesi.

L’assetto Onu che ripropone lo scenario uscito dalla seconda guerra mondiale, visti gli ultimi processi storici, sembra ormai superato come ha denunciato varie volte proprio l’Italia. Così, il nostro Paese che poteva svolgere un ruolo di primo piano in merito a questioni che vanno dalla Libia alla Siria, passando per la piaga degli sbarchi, ancora una volta è stato considerato meno di nulla.

E così, ancora una volta, il nostro Paese viene lasciato solo a fronteggiare emergenze umanitarie come l’invasione di migranti, abbandonato dalla comunità internazionale che evidentemente non ha la minima intenzione di affrontare nel giusto modo certe questioni.

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