“Un caffè e del sesso orale”, la Svizzera vuole attivare il servizio

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Ci sono i bar che con il caffè regalano un cioccolatino, altri un pacchetto di fiammiferi. E poi c’è chi offre prestazioni sessuali. Il prezzo non è lo stesso ma probabilmente ne vale la pena.

L’idea di un imprenditore svizzero è di offrire un servizio che a oggi non ha eguali in Europa. In sostanza si ordina un caffè, lo si paga una sessantina di franchi svizzeri (circa 55 euro al cambio attuale) e compreso nel prezzo si riceve anche un rapporto orale.

Si tratterebbe del primo bar del blow-job o fellatio-cafè nel Vecchio continente, che trae ispirazione da un genere di locale già diffuso in Thailandia. In realtà il costo e la tipologia della prestazione sessuale sono del tutto in linea con la concorrenza degli altri centri hard in Svizzera, la vera novità sta nell’abbinamento con la colazione. In America lo chiamerebbero il Las Vegas wake up (il risveglio di Las Vegas) e considerando l’abbinamento con il caffè non potrebbe esserci definizione migliore.

Questo ipotetico bar di Ginevra sarebbe anche estremamente tecnologico. Dal  tablet si seleziona una ragazza tra quelle messe a disposizione dal locale, ci si siede al tavolo e si ordina un caffè.Qualche minuto dopo insieme alla colazione arriverebbe anche la massaggiatrice, che rimarrebbe a disposizione per il tempo necessario a concludere la prestazione. In tutto il servizio dovrebbe durare dai 5 ai 10 minuti e sarebbe accessibile dalle prime luci dell’alba fino all’ora dell’aperitivo.

Oggi il locale non è aperto ma sta ancora seguendo liter burocratico delle autorizzazioni. In Svizzera in ogni caso la prostituzione è legale (anche se sottoposta a rigidissimi controlli), quindi non dovrebbero sorgere particolari impedimenti formali nei confronti dell’azienda.

Dal punto di vista legale dovrebbe essere sufficiente registrare il locale come un centro massaggi (e non come un semplice bar), aderire alla convenzione nazionale contro lo sfruttamento e la prostituzione, oltre che iscrivere sia il gestore sia tutte le ragazze lavoratrici presso i registri della polizia della città.

Inevitabilmente la proposta ha acceso aspre polemiche, a cominciare dalle associazioni per i diritti delle donne che hanno già annunciato una dura battaglia contro l’apertura del locale.

L’imprenditore che sta cercando di importare in Europa questo modello di business ha anche accettato di rilasciare interviste: si tratta di Bradley Charvet, che lavora per la ditta Facegirl, che ha sede a Ginevra ed è dedita ufficialmente a “escort e massaggi erotici” e all’apertura di locali sia in Svizzera sia in Thailandia.

Intervistato da Le Matin, Charvet ha dichiarato che spera di poter aprire il locale entro la fine dell’anno, e nel frattempo promette di provare a mettere a punto un’offerta analoga anche per la componente femminile della propria clientela. Per dare una parvenza di serietà al progetto, l’imprenditore ha spiegato che alla base dell’iniziativa ci sarebbe anche una motivazione scientifica: alcuni studi (non meglio precisati) avrebbero dimostrato che l’uomo sia in grado di iniziare la giornata lavorativa al meglio se raggiunge il luogo di lavoro “già soddisfatto”.

 

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