Chi è Alfano jr, il fratello “raccomandato” e un po’ truffaldino del ministro

Alessandro Alfano

Nelle intercettazioni allegate all’inchiesta della Procura di Roma per corruzione e riciclaggio c’è anche il nome del ministro dell’Interno Angelino Alfano, citato per l’assunzione di suo fratello Alessandro alle Poste.

I finanzieri hanno ascoltato una conversazione risalente al gennaio 2015 tra Raffaele Pizza e Davide Tedesco, collaboratore politico del ministro dell’Interno Alfano.

Pizza, scrivono le Fiamme Gialle, “sostiene di aver facilitato, grazie ad i suoi rapporti con l’ex amministratore di Massimo Sarmi, l’assunzione del fratello del ministro in una società del Gruppo Poste”. 

Non solo. Si legge nei resoconti delle intercettazioni che il fratello di Angelino Alfano, Alessandro, non si sarebbe accontentato dello stipendio di 160mila euro. Poiché per quel ruolo il tetto massimo è di 170mila euro, sempre secondo le intercettazioni, Pizza racconta sconcertato che “questo (Alessandro Alfano) va dicendo in giro che io l’ho fottuto. Perciò io ho paura…dico…cazzo te faccio avere un lavoro… aoh … m’avve a fare u monumento…mo a minchia la colpa mia che quistu dice che [incomprensibile] 10.000 euro in più”.

Non è la prima volta che il fratello del ministro sale ai disonori della cronaca. Titoli non sufficienti e cariche (autocertificate) fasulle, portarono nel 2013 il deputato di Sinistra ecologia e libertà Erasmo Palazzotto a presentare un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico di allora, Flavio Zanonato, avente come oggetto il concorso di segretario generale della Camera di commercio di Trapani, vinto da Alfano junior nel 2010.

Non solo. Nel corso delle indagini venne fuori che Alessandro Alfano mandò un curriculum per diventare segretario generale della Camera di commercio di Trapani inserendo un incarico in realtà coperto da un altro. Alcune delle dichiarazioni contenute nella suddetta domanda – disse all’epoca Palazzotto al ministro Zanonato peccano anche sotto il profilo della veridicità della ricostruzione curriculare da parte dell’interessato”.

“Ci si riferisce, in particolare, alla presunta carica che l’anzidetto dottor Alfano ha autocertificato, relativamente al ruolo di direttore regionale di Confcommercio Sicilia, in un periodo antecedente alla sua nomina a segretario generale di Unioncamere Sicilia, avvenuta a fine 2006. Risulta, infatti, che in realtà egli sia stato semplicemente distaccato presso la sede di Confcommercio regionale, in veste di semplice direttore provinciale di Agrigento, e che in tale Confederazione non ha mai rivestito il ruolo di Direttore regionale, visto che da tempo vi era un altro soggetto che rivestiva tale funzione, l’avvocato Marino Julo Cosentino”.

Palazzotto, nella sua interrogazione del 2013, fece notare anche che la laurea triennale in Economia e finanza conseguita da Alfano junior era un titolo considerato “non idoneo ad espletare le funzioni di dirigente apicale in una pubblica amministrazione”. Non solo. Quella laurea (breve) conseguita alla “tenera” età di 44 anni, nel 2009, lo aveva già fatto finire nei guai:nel 2011 il suo nome, infatti, finì in una lista di 32 studenti che avrebbero “comprato” diversi esami universitari, mai realmente sostenuti.

 

 

 

 

 

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4 Commenti

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  2. Siciliano said:

    in una “Nazione” normale i cittadini non sono semplici pecoroni qual siamo NOI ITALIOTI !!!!!

  3. Schiavo Luigi said:

    In una Nazione”normale” con un Parlamento “legale” il Ministro degli Interni Alfano dovrebbe immediatamente dimettersi. Ma non ci troviamo né in una Nazione “normale” e né con un Parlamento “legale”. Ribrezzo

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