Donazione organi, registrarsi come donatori sull’Iphone

Steve Jobs ai tempi della malattia

Quando Steve Jobs si ammalò, si rese conto, sulla propria pelle, quanto sia difficile la realtà della donazione di organi: liste infinite di pazienti in attesa di riceverne uno, troppo pochi quelli disponibili.

All’epoca, il il Ceo di Apple Tim Cook si offrì di donargli una parte del suo fegato: scoprì, infatti, che aveva in comune con lui non solo un raro gruppo sanguigno ma che era anche compatibile per la donazione. Un miracolo. Ma Jobs si rifiutò (tra i due c’era un rapporto di odio e amore) e ne cercò un altro compatibile.

Morì, nel 2011. E Cook rimase talmente scosso dalla vicenda che ha deciso di contribuire alla spinta in favore della donazione di organi attraverso la app Salute dell’iPhone.

Chi è donatore di organi, in Italia, si iscrive all’Aido oppure può indicarlo sulla carta di identità. Ma la maggior parte delle persone non si pone nemmeno il problema. Donare un organo non è un dovere (anche se forse dovrebbe esserlo, quantomeno moralmente) tuttavia, a meno che non si sia convintamente contrari, sarebbe opportuno segnalare la propria disponibilità.

Questo permetterebbe ai medici di trovare più facilmente donatori compatibili e salvare quante più vite possibili. Così, in autunno, con la prossima versione del sistema operativo dell’iPhone, la App Salute sarà aggiornata in modo tale da consentire di poter indicare se si è donatori o meno (tanto, ormai, nessuno esce più di casa senza il proprio cellulare).

Anche Facebook ha aggiunto un’opzione apposita nel 2012 che permette ai suoi utenti di registrarsi come donatore. 

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