Libri: i rapporti tra Eni e Il Cairo in ‘Mattei, obiettivo Egitto’

L’indipendenza energetica italiana da sempre ha ruotato principalmente intorno al rapporto del nostro Paese con l’Egitto: nel libro di Marco Valerio Solia viene ricostruita la “politica estera parallela” dell’Eni di Enrico Mattei, che dal dopoguerra ha sviluppato una fitta rete di relazioni con i paesi nati dalla decolonizzazione.

Con il recente omicidio di Giulio Regeni i rapporti tra Roma e Il Cairo si sono inevitabilmente incrinati: l’aula del Senato pochi giorni fa ha dato il via libera all’emendamento al decreto legge missioni che blocca la fornitura di pezzi di ricambio degli F-16 all’Egitto. Eppure, neanche un anno fa il ritrovamento del più vasto giacimento di gas naturale nel Mediterraneo, effettuato dall’Eni in acque egiziane, aveva rinnovato lo storico sodalizio tra l’Egitto e l’ente italiano.

Una scoperta così importante aveva ridisegnato la mappa energetica del Vicino Oriente, consolidando il rapporto privilegiato che ha sempre unito Italia ed Egitto, avviato principalmente con l’azione di Enrico Mattei. L’altro protagonista di questo sodalizio è stato Gamal Nasser, il Rais egiziano con cui il fondatore dell’Eni ha saputo stringere una proficua alleanza in uno scenario politico e sociale internazionale molto delicato, in cui i paesi del Terzo mondo spingevano sempre di più per liberarsi dal giogo coloniale occidentale.

È tra il 1953 e il 1954 – subito dopo il rovesciamento di Re Faruq, troppo arrendevole alle ingerenze britanniche – che Italia ed Egitto cominciano ad allacciare ottimi rapporti. Con una lungimiranza forse unica nella storia italiana, Mattei inaugurò la “formula Eni” che portò alla creazione di una nuova società petrolifera capace di garantire importanti guadagni al paese produttore. Nulla a che vedere con le precedenti forme di paternalismo economico, al limite dello sfruttamento neocolonialista, esercitato dagli altri paesi NATO, in particolare dalle Sette Sorelle, come Mattei aveva battezzato le maggiori compagnie petrolifere.

Non solo Egitto: i rapporti con Nasser, consentirono all’Eni una penetrazione nell’area che scompigliò il mondo degli idrocarburi chiudendo accordi di primaria importanza con gli Stati di recente indipendenza, oltre ad iniziare sodalizi politici con i leader più invisi all’Occidente. Cinquantatre anni dopo la misteriosa scomparsa di Enrico Mattei (sono ancora troppi i dubbi sull’incidente aereo che causò la sua morte), l’Italia sembrava aver riconquistato un ruolo di primissimo piano nello scenario mediorientale con la scoperta del più vasto giacimento di gas naturale nel Mediterraneo. Purtroppo la tragica morte altrettanto misteriosa di un altro italiano, quella di Giulio Regeni ucciso al Cairo, sta complicando i rapporti tra i due Paesi.

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