Fai la prostituta? Il giudice: “Paghi Irpef e Iva come tutti”

La Commissione Tributaria di Savona ha imposto ad una prostituta il pagamento della tassa sul reddito, delle addizionali locali, dei contributi e pure dell’Iva.

La donna, secondo la Gdf, guadagna circa 3mila euro al mese. Esentasse. Almeno finora. Stando al suo conto corrente, infatti, la prostituta ha guadagnato 36 mila euro nel 2010, 40 mila 523 nel 2011, altri 39 mila 395 nel 2012. A dimostrazione che questo mercato non conosce crisi.

L’Agenzia delle Entrate allora ha intimato alla escort di pagare l’Irpef, le addizionali Irpef sia comunali sia regionali, i contributi previdenziali, infine l’Iva al 21 per cento sugli “incassi lordi”. Non solo. A questa cifra, i giudici della Commissione Tributaria provinciale di Savona ha aggiunto altri 2mila euro per risarcire le spese di giudizio.

La Commissione Tributaria considera “irrilevante” che la professione di “cortigiana” (c’è scritto proprio così nelle carte) non sia regolamentata dall’Italia. E non conta che sia anche “riprovevole” sul piano morale. C’è un guadagno e quindi bisogna pagare le tasse, come tutti.

La prostituzione – che per la legge italiana non è reato – è “una prestazione di servizio verso corrispettivo”. La sentenza C-268/99 della Corte di Giustizia europea classifica la escort come “lavoratrice autonoma” e senza vincolo di subordinazione a fronte di una retribuzione “pagata integralmente e direttamente dal cliente”. E dunque è legittimo che l’Agenzia delle Entrate reclami il versamento dell’Irpef e dell’Iva. Pena una denuncia per evasione fiscale.

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2 Commenti

  1. Bea said:

    Francescostars forse aspettano che oltre al dovere di pagare le tasse, venga riconosciuto loro qualche DIRITTO. O sono lavoratori/e solo per quello che fa comodo?

  2. Francostars said:

    Difatti, la prostituzione in Italia è già tassata; questo ai sensi dell’articolo 36 comma 34bis della Legge 248/2006, come chiarificato dalla Cassazione con le Sentenze n. 10578/2011, 18030/2013 e 7206/2016. Il Codice relativo è 96.09.09 “Altre attività di servizio per la persona non classificabili altrove”.
    Cosa aspettano i sex workers ad aprire la partita IVA e pagare le tasse in merito?

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