Sì ai tatuaggi, no all’inchiostro “Dynamic”

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I tatuaggi ormai dilagano sempre di più. Saranno  una moda inarrestabile che prima o poi contagia tutti, saranno soprattutto arte, di certo è adesso molto difficile trovare una persona  senza che abbia almeno un simbolo inciso sulla propria pelle. Soprattutto tra le generazioni dei più giovani e tra i personaggi famosi, dove il Tattoo è diventato quasi  d’obbligo.

Un biglietto da visita impresso sul corpo, ognuno con una storia a sé. ono lontani i tempi in cui a farsi un tattoo erano soltanto marinai e galeotti. A dimostrare questo trend e questa inversione di tendenza sono i numeri: cento milioni di europei hanno almeno un tatuaggio. Visto e considerato, poi, le percentuali ancora più alte in America, la passione è totale.
Belli, bellissimi alcuni. Altri un po’meno, ma quello dipende dalla bravura del tatuatore. Bisogna sempre affidarsi a quelli più “rinomati” che fanno sì pagare il proprio lavoro, ma di sicuro azzerano  il rischio di problemi futuri. Di che tipo? Ad esempio di infezioni e allergie (il rosso può causarle e nei casi di gravi allergie si può arrivare a rischiare la vita per shock anafilattico, o l’amputazione dell’arto.), nella migliore ipotesi. Perché se vengono usati alcuni colori considerati cancerogeni, allora possono essere davvero dolori. E non soltanto quelli provocati dall’ago.
È scattato infatti l’allarme per l’inchiostro killer (anche L’ultima Ribattuta ne aveva già parlato, clicca qui) “Dynamic”, considerato pericolosissimo perché, appunto, cancerogeno. In realtà non è una novità, ma in questi giorni sono arrivate diverse segnalazioni di casi anomali, di persone che hanno avuto seri problemi dopo essersi tatuati con determinati tipi di inchiostri, vietati in Italia.

A lanciare l’allarme sono stati gli stessi tatuatori dell’Aitr: “Questo inchiostro denominato ‘Dynamic’, viene esportato dalla ‘Killer Ink’ e venduto soprattutto nelle fiere di tatuaggi. Costa un po’ meno di un inchiostro di qualità usato in studi certificati. A dire il vero alcuni importatori appongono etichette su cui è scritto che non deve essere usato per i tattoo. Ma temo che questa avvertenza non scoraggi gli abusivi che in Italia sono 10 per ogni tatuatore a norma. E del resto anche queste etichette-avviso sono del tutto fuori dalle regole» – spiega Geppi Serra, presidente dell’Associazione italiana tatuatori riuniti che, appena ricevute le prime segnalazioni si è dato immediatamente da fare per fare le dovute analisi e inviandone al ministero della Salute e ai Nas i risultati”.

Ma di colori vietati ce ne sono diversi, non solo quello incriminato che ha fatto scattare l’allarme, all’interno dei quali (non controllati dalla CE) è molto concentrata la presenza di metalli pesanti (piombo in primis) e di diversi tipi di idrocarburi policlinici aromatici. Sostanza classificate come cancerogene, mutagene e teratogene. Tutti inchiostri che possono dare effetti più scuri (o luminosi a seconda del tipo di colore che viene dato) al proprio tatuaggio.

“Sì, è vero. Ma i rischi sono alti”, fa sapere un tatuatore romano. “Ma dipende molto dalle condizioni delle persone. Ovvero se infatti un ragazzo ha qualche patologia particolare, che magari nemmeno conosce, quelle sostanze cancerogene possono anche aumentare il rischio di tumori. Se non ha nulla, invece, preoccupazioni non esistono. In America, colori come il Dynamic vengono venduti liberamente e il motivo è semplice: lì c’è il libero commercio, ognuno è libero di prendere la scelta che predilige, ma se si ammala, paga di tasca propria. In Italia e negli altri paesi europei no, la sanità è gratuita, ma devi sottostare alle regole della CE. Quel colore è vietato perché cancerogeno, quindi non si può usare. Stop”.

Il problema dunque è anche di ignoranza. “Non solo, direi anche di pigrizia. Non legge, perché su tutti quegli inchiostri è chiaramente scritto. “Attenzione, inchiostro di china per calligrafia, non usare per tatuaggi’”. La gente non legge, spesso per ignoranza o per pigrizia non rendendosi conto dei rischi che corre. I ragazzi, fino a quando non gli succede qualcosa, non pensano a nessun tipo di conseguenza negativa. Un po’ come le sigarette, si continua a fumare, sapendo benissimo che faccia male.

Ma allora perché tatuarsi usando il Dynamic? “Ripeto, non tutti ne conoscono gli effetti, ma in primis molte persone nemmeno sanno di essere predisposte a malattie. Ad alcuni, poi, interessa semplicemente che l tatuaggio sia perfetto e mantenga le linee perfette anche a distanza di 20 anni. Vede i reality americani in tv ed è innamorato di alcuni disegni. Vuole un tribale nero che duri? Chiede di eseguirlo con inchiostri come il Dynamic. È in quel momento che il tatuatore deve imporsi. Anzi, in realtà non dovrebbe proprio averlo nel proprio studio, ma non tutti rispettano le regole. Non si capisce bene il motivo, visto che di inchiostri ottimi, legali, ce ne sono in quantità industriale. Noi, nel nostro studio, ‘pantera’ ed ‘eterna link’, rigorosamente tutti col marchio CE”.

 

Sui vari forum di tatuatori la questione sta diventando spinosa. Con accuse nei confronti di chi, infischiandosene, continua ad usare i prodotti incriminati.

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