Jet con biocarburante da tabacco: l’Italia vola in Sudafrica

biocarburante

Venerdì mattina si alzerà in volo nei cieli sudafricani un aereo di linea alimentato per metà con biocarburante ricavato da semi di tabacco grazie ad un progetto italiano.

Il rivoluzionario combustibile è stato estratto dall’azienda ligure Sunchem, di proprietà dell’imprenditore Carlo Ghilardi, che fa parte del gruppo sanremese Idroedil, gestore della discarica di Collette Ozotto in valle Armea, ma che da anni lavora a livello internazionale proprio sulla ricerca e la sperimentazione di fonti energetiche alternative. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con i ricercatori dell’Università cattolica di Piacenza, coordinati dallo scomparso professor Carlo Fogher. Nel 2007 la Sunchem aveva brevettato un processo per estrarre il biocarburante dai semi del tabacco, così quattro anni più tardi ha ottenuto il seme Solaris, ideale per questo scopo.

“Questa energy crop – si legge sul sito Idroedil – proviene dal tabacco, non contiene nicotina, non è OGM ed è nata per la produzione di energia: Biocarburante, data la sua naturale propensione alla massiva produzione di seme oleoso possiamo ottenere dell’olio energetico per produrre biodiesel, bio-jet-fuel a parametro ASTM 9966 e altri sottoprodotti adatti alla chimica verde; Biogas, grazie al basso contenuto in nicotina la pianta produce circa 190 m3 di biogas per tonnellata di biomassa fresca; Bioetanolo, la biomassa presenta interessanti contenuti di zucchero convertibili in bio-etanolo. La produzione combinata di seme e biomassa rende questa pianta produttiva, competitiva e sostenibile. Idroedil affianca grandi gruppi industriali nel percorso di industrializzazione a livello internazionale”.

Così, venerdì mattina, ad assistere al volo ci saranno le istituzioni locali (compresi alcuni ministri), l’ambasciatore italiano in Sudafrica e i dirigenti dei partner di Sunchem: SkyNrg, Boeing, Saa, Rsb (coalizione multilaterale indipendente e globale, con sede a Ginevra, che si occupa di promuovere e certificare le filiere di biomateriale assieme ad altri enti internazionali come il Wwf).

Articoli correlati

*

Top