Giustizia per Magherini: condannati 3 carabinieri per omicidio colposo

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Giustizia, almeno in parte, è stata fatta. Con la certezza assoluta che Riccardo Magherini, la notte del 3 marzo del 2014, non sia morto per “sue colpe”, perché drogato e quindi colto da attacco cardiaco. Sono stati infatti condannati questa mattina tre dei quattro carabinieri, che avevano fermato il “Maghero” poco prima del suo decesso, con l’accusa di omicidio colposo.

Si tratta di Vincenzo Corni, accusato anche di percosse per uno o due calci sferrati all’arrestato mentre era a terra ammanettato), che si è beccato otto mesi di reclusione, Stefano Castellano e Agostino Della Parte. Ad entrambi sette mesi di pena. Il quarto militare, Davide Ascenzi, è stato invece assolto per non aver commesso il fatto, così come le due volontarie del 118 che avevano prestato i primi soccorsi.

Appena pronunciata la sentenza, la madre di Magherini è scoppiata in lacrime. In aula c’erano anche il padre e il fratello dell’ex calciatore delle giovanili della Fiorentina. Presente anche Ilaria Cucchi.

I quattro carabinieri, la notte del 3 marzo, bloccarono Magherini in Borgo San Frediano (clicca qui), nel cuore del suo quartiere, sotto l’effetto della cocaina e in preda alle allucinazioni, convinto di essere inseguito da qualcuno che voleva ucciderlo.

Secondo il pm Luigi Bocciolini, fino al momento in cui l’ex calciatore, padre di un bambino di due anni, fu bloccato, i carabinieri non violarono le regole. Ma poi, dopo averlo tenuto ammanettato a pancia in giù a lungo, per quasi mezz’ora, in una posizione che gli impediva di respirare regolarmente, venne esercitata “una condotta contraria non solo a una circolare che raccomandava di sollevare da terra i fermati in stato di agitazione, ma anche al semplice buon senso”.

Insomma il “Maghero” non sarebbe mai morto se i militari non avessero agito in quel modo…

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