Nelle fogne di Napoli la Polizia gira in acquascooter

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Poliziotti dotati di acquascooter in azione

Per perlustrare i cunicoli più praticabili la Polizia della città partenopea si serve di modernissime moto d’acqua.

Fanno di necessità virtù, i poliziotti di Napoli, cavalcando veloci acquascooter (uguali in tutto e per tutto a quelli che vediamo sfrecciare davanti alle nostre spiagge) nel sottosuolo della città lungo chilometri e chilometri di fogne.

Cercano camorristi, potenziali terroristi e ladri appartenenti a varie “bande del buco” (che operano come quella che possiamo vedere in azione in “Operazione San Gennaro”, il film del 1966 di Dino Risi) che abitualmente percorrono il dedalo di cunicoli esistenti sotto Napoli.

Una seconda città, sterminata nella sua estensione, utilizzata per spostarsi da un capo all’altro del capoluogo campano senza imbattersi in ingorghi e soprattutto senza correre il rischio di essere “beccati” dalla Polizia.

Che si serve di agenti dotati di un vero e proprio equipaggiamento da sommozzatori per dare la caccia ai latitanti e filmare con mini telecamere munite di visori ad infrarossi migliaia di cunicoli, per censire questi particolarissimi luoghi.

Questa opera di perlustrazione sta dando i suoi frutti, soprattutto sotto l’aspetto della prevenzione che dissuade i criminali dall’avventurarsi nel sistema fognario cittadino. Gli effetti positivi sono stati riscontrati nel numero calante dei furti condotti con la tecnica del buco, scoraggiati dalle frequenti ispezioni agevolate dai due acquascooter in dotazione alla Polizia di Stato.

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