Israele inaugurerebbe un’altra guerra non convenzionale. Quella al caviale

caviale
Un esemplare di storione

L’Iran accusa Tel Aviv di aver immesso nel Mar Caspio vari esemplari di medusa che avrebbero ridotto il plancton. Alimento base dello storione, il pesce che produce il pregiatissimo caviale

Fantasia o realtà? Teheran ne è convinta. Israele, per danneggiare l’acerrimo nemico Iran, avrebbe introdotto nell’ecosistema presente nel Mar Caspio tonnellate di meduse colpevoli di aver ridotto del 75% la quantità di plancton presente nello specchio d’acqua.

L’animale incriminato, chiamato Mnemiopsis leidyi, si riproduce al ritmo di 8mila uova al giorno per individuo e mangia talmente tanto da raddoppiare ogni giorno le sue dimensioni. Così facendo, priva lo storione (nel Mar Caspio vivono 4/5 degli esemplari mondiali) del suo alimento principale, mettendo in crisi l’industria del caviale.

Della paternità dell’immissione è certo Seyed Jafar Mousavi, responsabile dell’Organizzazione per la Difesa Dissuasoria e le Operazioni Biologiche e di Informazione del governo iraniano, aggiungendo che Israele avrebbe giurato ripetutamente di essere intenzionata a distruggere il business delle uova di storione. “Siamo sicuri che è stato il regime sionista a lanciare da una barca questa specie nelle nostre acque”, ha detto. E sembra che questa operazione stia provocando una diminuzione di plancton dell’80 per cento. Questa situazione sta limitando la dieta degli storioni, sempre più piccoli e meno produttivi.

E fa il paio con il boicottaggio internazionale, attivo tra il 2000 ed il 2014, anni durante i quali l’esportazione di caviale era crollata da 40 tonnellate a soltanto una. L’Iran aveva intenzione di ripartire in grande stile, aumentando la produzione per l’estero e introducendo nel commercio anche gamberi e frutti di mare, che per i musulmani osservanti sono severamente proibiti da mangiare.

Tutta la storia potrebbe anche essere credibile, se non fosse che dal mondo islamico sono piovute in passato su Israele accuse più o meno fantasiose ed infondate. Come quella di un presunto “addestramento” di squali da parte del Mossad, formulata dal Governatore del Sinai del Sud Mohamed Abdel Fadil Shousha, per spaventare i turisti di Sharm el Sheik al fine di danneggiare l’Egitto. O quella di voler spiare con avvoltoi, gruccioni e cicogne paesi come l’Arabia Saudita, la Turchia, il Sudan o il Libano. Lo sanno anche i muri che il sistema adottato dagli ornitologi per monitorare gli spostamenti e le migrazioni degli uccelli è quello di dotarli di Gps, e muniscono anche i pennuti di anellini, fascette e scritte con numeri di matricola per poterli identificare agevolmente. Stravagante anche la teoria, di cui fu portavoce il presidente dell’Anp palestinese Abu Mazen, secondo la quale Israele stava usando cinghiali come armi segrete.

Complottismo o meno, sta di fatto che le amate tartine al caviale, compagne di tanti aperitivi, saranno in futuro sempre più introvabili e costose.

 

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