Ucraina mette in mostra quadri italiani rubati. Sgarbi dove sei?

Vittorio Sgarbi

Otto mesi fa, una banda di ladri italo-moldava ha rubato a Verona 17 dipinti di Tintoretto, Mantegna, Rubens, Benini e altri autorevoli artisti. Le opere sono state ritrovate a maggio in Ucraina. Che adesso le ha bellamente messe in mostra alla faccia nostra.

I quadri, al momento, sono a Kiew, esposti nella mostra dall’interessante titolo “I tesori salvati dall’Italia”. Il benestare ad allestirla è arrivato dal sindaco di Verona, Flavio Tosi. Bene. Quando ce li restituiscono? Non è dato saperlo. Tosi ci ha provato, volando in Ucraina per parlare direttamente col presidente Poroshenko e tentare di ingraziarselo: sul vassoio d’argento gli ha offerto la cittadinanza onoraria di Verona, l’ingresso gratuito nei musei della città veneta a tutti i cittadini ucraini e l’invito alla prima dell’Aida, all’Arena.

Poroshenko ha risposto picche. Che vuole di più? Al presidente ucraino Tosi non basta. Pretende che a prendersele vada il premier Renzi. Che, detto tra noi, ha ben altre beghe alle quali pensare.

Chi ci possiamo mandare? Magari Vittorio Sgarbi, visto che recentemente, è il caso di dirlo, ha montato ad arte un’improbabile missione per “riprenderci” la Gioconda, esposta al Louvre (dove è giusto che stia). Peccato fosse solo una trovata commerciale per pubblicizzare un’automobile. Per giunta francese.

Che dire, invece, di quell’utilissimo ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini? Non sarebbe compito suo assicurarsi che le opere d’arte trafugate e ritrovate tornino in Italia? O è in tutt’altre faccende affaccendato? Se sì, saremmo curiosi di sapere in quali, visto che – a parte quando si parla della moglie politicamente impegnata (LEGGI QUI)  – di quello che fa il Ministro si sa poco e niente.

 

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