Strisce blu, tra Pos e “parcometri pazzi” è caos

Non sempre si hanno in tasca monetine sufficienti per pagare il parcheggio. Ma, dal 1° luglio, è entrata in vigore una nuova normativa che prevede Pos obbligatori per pagare la sosta sulle strisce blu.

Peccato, però, che siano pochissimi i Comuni che hanno adeguato i parcometri per dare la possibilità ai cittadini di pagare la sosta sulle strisce blu anche con bancomat e carta di credito. Così, come al solito, qualcuno si ritrova in situazioni grottesche.

Come a Genova dove, sebbene il Comune si stia attrezzando per, gli ausiliari della sosta – intransigenti – fanno multe su multe, come se non ci fosse un domani. Ben 41 euro di multa, nonostante la legge. Nonostante siano i Comuni a non essere in regola. In tutta Italia, da Nord a Sud, è un moltiplicarsi di questi casi paradossali.

La normativa prevede soltanto l’impossibilità tecnica, rappresentata da luoghi non raggiungibili da linee telefoniche, indispensabili per far funzionare i Pos. Ma si tratta di casi davvero rari. Quindi si tratta, come è tipico nel nostro Paese, dei soliti ritardi nell’adeguarsi ad una legge. E l’assurdità di voler sanzionare pur essendo in difetto.

Quindi non ci resta che far scorta di monete, oppure continuare a pagare il posteggio con i “gratta e sosta”, le schede a scalare o, per i più tecnologici, con le App sugli smartphone. In attesa che i Comuni, con calma, facciano il loro dovere. E, magari, che qualche ricorso annulli le multe inflitte finora.

 

 

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