Case vacanza: 600 vittime della truffa online

case vacanza
Una casa vacanza

E’ sempre più difficile riconoscere un’inserzione vera e proteggersi da un raggiro. In particolare occhio a quelle delle case vacanza.

Siamo nel pieno delle vacanze estive e fioccano le truffe online che riguardano le case vacanza. Una in particolare ha mietuto centinaia di vittime. E smascherarla non era per niente facile, essendo orchestrata in maniera decisamente raffinata.

La banda, con a capo due fratelli milanesi, era strutturata in tre gruppi. Il primo, composto esclusivamente da italiani, essendo il più credibile inseriva gli annunci in rete, conduceva le trattative telefoniche e incamerava i proventi del raggiro. Un altro, formato da rumeni, era incaricato di reperire prestanome che mettevano a disposizione (dietro compenso di 700 €) conti correnti e carte per poter incassare le somme dai truffati. L’ultimo, invece, era di nazionalità mista e si preoccupava di fornire ai promotori della truffa i codici dispositivi per i servizi di home banking e le tessere bancomat necessarie al prelievo.

Un meccanismo ben congegnato, che sfruttava la fame di molti che volevano concedersi una vacanza coi fiocchi e che cercavano appartamenti siti in prestigiose località turistiche come Rimini, Riccione, Alassio, Gallipoli, Courmayeur, Livigno e Bormio.

La Polizia Postale ha dovuto faticare non poco per venire a capo dell’intricata struttura della banda e denunciare 22 persone. Che mettevano in affitto case inesistenti o con un proprietario ignaro di tutto, e per le quali famiglie intere avevano sborsato centinaia di euro di caparra venendo a conoscenza della truffa solo dopo essere arrivate sul posto.

I proventi del gruppo criminale ammontano a 350mila euro, ed i suoi appartenenti non si facevano problemi a vantarsi delle loro malefatte. “Mi trovo a Gallipoli dove li abbiamo truffati tutti“, è un brano, intercettato dalle Forze dell’Ordine, delle conversazioni telefoniche tra due aderenti alla banda, che per rendere davvero veritiero il raggiro e fare in modo che i truffati non sospettassero di nulla davano anche consigli sui migliori ristoranti del posto.

La Polizia esorta chi volesse affittare una casa vacanze ad accertarsi in primis dell’esistenza dell’immobile o della struttura di destinazione, fare “indagini” proprie sull’appartamento e gli inserzionisti, non tralasciando di verificare le foto, l’iban, gli account di posta elettronica. Non bisogna dimenticare inoltre di contattare gli uffici del turismo siti nelle località prescelte e di pagare utilizzando canali sicuri.

Detto questo godiamoci le ferie, alla faccia di chi ci vuole truffare.

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