Roma sommersa dalla spazzatura, ma c’è chi non Ama Cerroni

Roma è sommersa da rifiuti maleodoranti. Un problema annoso che, sindaco dopo sindaco, nessuno ha saputo (o voluto) risolvere. Tanti gli interventi spot, di facciata. Nessuna soluzione definitiva. Eppure c’è chi si dice pronto ad eliminare il problema…

Lui è Manlio Cerroni, il “re dei rifiuti”, l’uomo che fino a settembre 2013 ha gestito la spazzatura nella Capitale. Poi l’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino ha chiuso la discarica di Malagrotta, senza che fosse creata un’alternativa. Il risultato? Cassonetti straripanti e immondizia ovunque. Con somma gioia di topi e pantegane.

«Noi siamo qui. Se la sindaca Raggi ci chiama siamo pronti a dare la soluzione all’emergenza rifiuti a Roma» assicura Cerroni. La sua soluzione è pronta da anni. Ogni tanto la ripropone. L’ultima volta qualche giorno fa, al Ministro dell’Ambiente, a tutte le Istituzioni locali, ai vertici dell’Ama. Ma nessuno se lo fila.

Ama in primis. Al presidente Daniele Fortini proprio non va giù l’idea di utilizzare il tritovagliatore -un’apparecchiatura meccanica che consente di triturare e separare in due flussi fino a centinaia di tonnellate di rifiuti al giorno – di Manlio Cerroni.

Tuona l’assessore alla Sostenibilità ambientale della giunta Raggi, Paola Muraro che – dopo una sorta di blitz negli uffici di Ama, ieri – ha detto chiaro e tondo che a lei e non interessa un bel niente se il tritovagliatore di Rocca Cencia appartiene al Ras dell’immondizia. Il problema va risolto. E il fine giustifica i mezzi.

«Roma ha bisogno di risolvere un problema enorme e di persone capaci. La gestione dei rifiuti deve essere messa in mano a gente che ha esperienze operative e, soprattutto, a gente che sia umile e sia disponibile a ricevere consigli. Basterebbe chiamarmi». Parola di Cerroni il quale, checché se ne dica, ha comunque più di 70 di esperienza nel settore.

Ma Fortini non ne vuole sapere. Anzi. Per anni ha cercato di liberare Roma da quel “rapporto scomodo” col Supremo. Ad amplificare la sua reticenza è il fatto che il tritovagliatore di Cerroni, al momento, è formalmente affittato (sebbene inutilizzato) all’imprenditori Porcarelli. Nome che spunta nelle carte dell’indagine che hanno mandato “il re dell’immondizia” a processo. Da anni i due, insieme, fanno affari milionari.

Fortini proprio non ce la fa, e di fronte alla fermezza dell’assessore Muraro, balbetta qualcosa in merito al fatto che, prima di portare i rifiuti in quell’impianto si dovrebbe, quantomeno, bandire una gara. Altro tempo da perdere.

In realtà, il presidente dell’Ama non vuol portare i rifiuti nel tritovagliatore di Cerroni in quanto c’è un contenzioso aperto con lo stesso Supremo e inoltre non sarebbe stata determinata la tariffa da parte della Regione. Regione che, dal canto suo, non ci sta allo scaricabarile e si difende: “La scelta di utilizzare o non utilizzare il tritovagliatore è esclusivamente dell’Ama”.

Dunque chi deve decidere decida. La misura è colma. I cassonetti pure. Non c’è più tempo da perdere. Di fronte all’emergenza e all’ostruzionismo tocca fare ciò che, nell’immediato, è pragmaticamente necessario. Anche a costo di turarsi il naso. In tutti i sensi.

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