Daspo di gruppo? Incostituzionale, ma nessuno (o quasi) ne parla

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“Una legislazione compulsiva che segue logiche normative proprie. Anticostituzionale”. Si è pronunciata così la Cassazione (sentenza emessa il 3 febbraio e depositata in Cancelleria il 27 maggio scorso) riguardo al “Daspo di gruppo”, quella sanzione che mira di fatto a punire la tifoseria (o meglio, il gruppo di tifosi) e non il singolo per un eventuale reato da stadio.

“Va escluso pertanto che l’applicazione di una misura di prevenzione atipica quale l’obbligo di comparizione in occasione di manifestazioni sportive, limitativa di primari beni di rilevanza costituzionale, possa essere fondata su una responsabilità collettiva, retaggio di trascorse, e non illuminate, epoche storiche e giuridiche”.

Tale sentenza ha anche annullato l’ordinanza nei confronti di venti tifosi del Bologna che, il 10 dicembre del 2014, si erano recati a Catania per seguire la squadra emiliana. Sul pullman erano state rinvenute armi improprie come manganelli, coltelli e fumogeni. Non avendo potuto risalire ai singoli reponsabili, il questore decise di diffidare tutti i componenti del pullman.

Di questa decisione della Cassazione, che di fatto ha dato ragione a Federsupporter (organo promotore della battaglia contro il Daspo di gruppo e le barriere allo stadio Olimpico) facendo un rapido giro sul web, non ne ha parlato quasi nessuno. Soltanto alcuni siti hanno dato risalto ad una notizia importante sì, ma di fatto “scomoda”.

Né tantomeno i media si sono soffermati sulla diffida revocata ai tifosi bolognesi. La Corte di Cassazione ha dunque tirato il freno sull’utilizzo del Daspo collettivo, ricordando ai questori che “il solo fatto che gli ultrà si muovano in gruppo non basta per affibbiare a tutti, a prescindere dall’individuazione delle singole responsabilità, l’obbligo di firma nel caso di condotte violente non specificamente attribuite a ciascuno di loro”.

“Come si può, dunque, constatare, si tratta di una decisione di fondamentale importanza, che dovrebbe indurre sia il legislatore sia le Autorità statali a riflettere sulla legittimità di certe norme emanate ed applicate nell’ambito stadio”, ha scritto in una nota Federsupporter che adesso proseguirà la battaglia per l’eliminazione delle barriere nelle curve dell’Olimpico.

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