Modavi Onlus nelle scuole, contro la violenza sulle donne

modavi violenza sulle donne

Un quadro sulle cause e i contesti in cui può maturare uno dei drammi della società attuale è emerso con il progetto “Faro: Azioni di prevenzione e contrasto della violenza sulle donne”, realizzato dal MODAVI ONLUS e IdeAzione CIAO e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Grazie a questa iniziativa è stato possibile realizzare un’indagine conoscitiva sui differenti aspetti della violenza tra pari, con uno specifico focus sulla violenza di genere. L’indagine è stata condotta su un campione di adolescenti frequentanti diversi istituti secondari di secondo grado distribuiti su tutto il territorio nazionale, tramite la somministrazione di questionari. I partecipanti sono stati in totale 2.513, di età è compresa tra i 13 ai 21 anni, il 93,6% dei quali di nazionalità italiana. Il campione preso in esame è inoltre composto per il 65% da ragazze e per il 35% da ragazzi. Nello specifico, lo scopo dell’indagine è stato quello di fornire una stima dell’incidenza del sessismo e della condivisione degli stereotipi di genere “tradizionali” ed esplorare le possibili opinioni che sostengono la violenza di genere.

All’illustrazione dei dati che sono stati presentati alla Camera dei Deputati era presente l’attrice e scrittrice Micol Olivieri, tra i protagonisti della serie televisiva “I Cesaroni”, nonché autrice del libro “Le donne della mia vita”. Inoltre, hanno partecipato Maria Teresa Bellucci (presidente nazionale di Modavi Onlus), Vittoriana Abate e i deputati Giulia Narduolo (Partito Democratico) e Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia).

Un dato emerso molto interessante è quello che evidenzia come le ragazze adottino maggiori atteggiamenti sessisti rispetto ai ragazzi: per l’esattezza il 37,94% contro il 36,87. C’è da dire, però, che quello delle ragazze nei confronti dei ragazzi è un sessismo a maggioranza “benevolo” e non “ostile”. Per sessismo “benevolo” si intende la prospettiva secondo la quale l’altro sesso è considerato più debole e fragile, perciò deve essere protetto e tutelato. Inoltre, secondo i dati ricavati dal progetto, essere di genere femminile e avere una madre con un basso livello di istruzione, predice livelli di sessismo più alti.

Quello dei ragazzi verso le ragazze è invece un sessismo più “ostile”, secondo il quale le ragazze sarebbero inferiori in abilità, competenze e potere, pertanto non degne di rispetto. I ragazzi, inoltre, mostrano un livello più elevato di accettazione dei comportamenti violenti verso l’altro genere: il 16,76% contro il 15,76% da parte delle ragazze. In questo contesto “l’uso di droga o alcol da parte di un uomo”, “il tradimento delle donna”, “la provocazione da parte della donna” e la “preoccupazione dell’uomo per il comportamento della donna” possono giustificare gesti violenti. Mentre “la provocazione” e “il tradimento” sembrano essere le condizioni che per la totalità del campione, al di là delle differenze di genere, possono giustificare maggiormente la violenza contro le donne.

Un altro spunto di riflessione riguarda il fatto che i partecipanti al progetto che hanno subito violenza fisica da parte dei genitori e con una visione stereotipata dei generi, sono più propensi a “normalizzare” gli atti di violenza inflitti alle donne.

Articoli correlati

*

Top