Lazio: Lotito sceglie Diaconale (ex “Il Giornale”, ora Cda RAI) per la comunicazione

diaconale

È una “mission impossible”, ma Claudio Lotito giura di volerci provare a compierla: rilanciare l’immagine della Lazio e riappacificarsi con una tifoseria che almeno al 95% lo odia e lo disprezza.

La prima mossa a sorpresa è stata la scelta di riportare in società, come dirigente di collegamento con lo spogliatoio, l’ex portiere Angelo Peruzzi; 7 anni da estremo difensore dei biancocelesti, portato a Roma dal presidente più vincente di sempre, Sergio Cragnotti.

La seconda mossa è in elaborazione in queste ore. Liquidato (dopo una mezza rissa con intervento della scorta a sedare gli animi) il capo dell’ufficio stampa Stefano De Martino (clicca qui) – che resterà comunque con le sue società a gestire i media ufficiali di Formello – , il presidente della Lazio sta tentando di convincere a prendersi sulle spalle la croce della comunicazione biancoceleste un nome altisonante della professione giornalistica, qual è Arturo Diaconale.

Settant’anni (ma ne dimostra molti di meno), tifoso biancoceleste da sempre, è attualmente consigliere d’amministrazione della RAI designato dal centro destra. Notista politico ed editorialista de “Il Giornale” di Montanelli e vice capo della redazione romana quando questa era diretta da Guido Paglia, Diaconale è considerato da sempre un “mediatore”, ovvero ciò che servirebbe come il pane alla Lazio in questo momento. Ma è anche un giornalista di principi ben saldi, sperimentati durante i lunghi anni della militanza sindacale che lo ha visto al vertice dell’Associazione Stampa Romana.

Leggendarie le sue dimissioni da “Il Giornale”, insieme proprio a Paglia, quando Berlusconi chiese loro di trasformarsi in “crumiri” e fare uscire il quotidiano durante uno sciopero nazionale indetto dalla Fnsi.

Potrà mai convivere con un personaggio iracondo e presuntuoso come Lotito un responsabile della comunicazione di questo spessore? Mission impossible, appunto.

Diaconale, per il momento, non parla, ma il rifiuto a commentare l’indiscrezione fa capire che la trattativa è effettivamente in corso. Anche se, con un presidente umorale come Lotito, tutto è possibile, pure una clamorosa marcia indietro.

In una situazione di normalità, quella di Diaconale sarebbe una scelta azzeccata. Perché garantirebbe alla tifoseria una lazialità doc, unita alla capacità di mediare per ricostruire rapporti lacerati. Peccato che quella della Lazio non sia affatto una situazione di normalità.

 

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4 Commenti

  1. Paolo said:

    Se alla prima partita di campionato all’Olimpico si presenteranno 1000 spettatori, Lotito potrà scegliere tra due soluzioni: vendere la società o vendere la società. Tertium non datur!

  2. Paolo said:

    Peruzzi…Diaconale…500 abbonati… Lotito sta facendo le ultime disperate mosse per non cedere la società. Se i tifosi non si faranno gabbare ancora una volta Lotito sarà costretto a porre in vendita la ss Lazio 1900…oggi annichilita come mai in 116 anni di storia.

  3. Luca said:

    Se Lotito vuole ottenere una tregua da parte dei tifosi laziali – o addirittura riconquistarne l’affetto – deve effettuare grandi investimenti (immettendo proprio denaro nelle casse della Lazio mediante un aumento di capitale) acquistando grandi calciatori per rendere competitiva la Lazio quantomeno nella misura in cui lo è la Roma, atteso che la Juventus, allo stato, è di un altro pianeta. Ma in base a quanto si è visto sino ad oggi, ritengo che Lotito non si comporterà mai nel modo sopraindicato! L’assunzione di persone degnissime come Angelo Peruzzi o, nel caso in cui ciò avvenga, come Arturo Diaconale, può determinare un miglioramento per la struttura societaria ma non fa lievitare la qualità della squadra biancoceleste. Queste di Lotito sembrano operazioni di facciata, di basso costo economico, da utilizzare come specchietto per le allodole per i tifosi laziali ingenui!

  4. Luca said:

    Se Lotito vuole ottenere una tregua da parte dei tifosi laziali – o addirittura riconquistarne l’affetto – deve effettuare grandi investimenti (immettendo proprio denaro nelle casse della Lazio mediante un aumento di capitale) acquistando grandi calciatori per rendere competitiva la Lazio quantomeno nella misura in cui lo è la Roma, atteso che la Juventus, allo stato, è di un altro pianeta. Ma in base a quanto si è visto sino ad oggi, ritengo che Lotito non si comporterà mai nel modo sopraindicato! L’assunzione di persone degnissime come Angelo Peruzzi o, nel caso in cui ciò avvenga, come Arturo Diaconale, può determinare un miglioramento per la struttura societaria ma non fa lievitare la qualità della squadra biancoceleste. Queste di Lotito sembrano più operazioni di facciata, di basso costo economico, da utilizzare come specchietto per le allodole per i tifosi laziali ingenui!

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