Francesco Merlo criticava la Rai, ora prende 240mila euro da Viale Mazzini

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Un contratto da 240mila euro per Francesco Merlo. Complimenti, complimenti vivissimi a una delle più lucide facce di bronzo di un’italietta che predica bene, razzola male e mangia nel piatto in cui ha sputato.

Spieghiamoci meglio. Francesco Merlo, ex giornalista del Corriere della Sera, oggi editorialista di Repubblica, lo scorso 1 giugno ha siglato un contratto con la Rai da 240mila euro lordi all’anno con garanzia almeno fino al 2018 per “Strategia offerta informativa Rai e supporto del direttore editoriale offerta informativa”.  Beato lui? Complimenti? Sì. E no anche.

Fino a un paio d’anni fa Merlo su Repubblica inveiva contro gli sprechi dell’azienda di Viale Mazzini, la tv di Stato con gli stipendi troppo alti. I “mirabolanti sprechi” li definiva, nero su bianco, ed erano (soprattutto) i 150milioni per cui l’11 giugno del 2014 scioperò praticamente la Rai intera. Merlo scrisse che si trattava “della rivolta di strada del funzionario dell’ informazione servile più pagata e pletorica d’Europa, il tumulto dell’intrattenimento più indecente e del varietà volgare” addirittura la definì “una storica marcia trionfante filogovernativa” .

E ancora: “ per la prima volta il governo avvelena il pozzo in cui si annida da sempre il potere italiano, tramortisce la madre di tutte le raccomandazioni, si rifiuta di trattare con la casamatta del consenso”. Insomma la Rai è sempre stata per Merlo la peggior feccia, fatta di “funzionari di Palazzo Chigi travestiti da giornalisti” e non ci è mai andato leggero neanche quando si trattava dei contenuti: “dibattiti addomesticati, pollai, varietà di bambini e padelle, salaci sconcezze, pessime fiction ideologizzate, faziosità commissionata, educazione zero”. Scriveva.

E niente, adesso Merlo ha il suo posteriore ben accomodato su una di quelle poltrone che tanto disprezzava. Adesso la mattina si sveglia e ci va lui in quel “bunker del potere malandrino”. Chissà come ci si sente. Che c’è? Non gli fanno più schifo adesso i soldi, la faziosità, le raccomandazioni, la scarsa educazione?

Complimenti Merlo, complimenti davvero. Per il vocabolario così ricco di insulti, per le perifrasi e le metafore che solo un bravo giornalista sa usare. Ma complimenti più sentiti vanno alla coerenza. La prossima volta ci pensi un attimo prima demonizzare qualcosa a cui, evidentemente, si aspira. E in bocca al lupo, buon lavoro in Rai. Di certo adesso ci saranno contenuti migliori e stipendi dimezzati.

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