Medjugorje, chi è davvero il pellegrino?

Medjugorje

Donna, del nord Italia, buona cultura e con un lavoro di un certo rilievo sociale. Questo è l’identikit del pellegrino medio che si reca a Medjugorje. Non tanto per “vedere” la Madonna, quanto piuttosto per un conforto spirituale

A definirne il profilo è stato il sociologo dell’Università Cattolica di Milano Luca Pesenti che, in una ricerca, ha analizzato 1049 questionari fatti compilare tra l’aprile e l’ottobre del 2015 dai pellegrini in viaggio verso Medjugorje.

Questo il profilo delineato dalle risposte: il 77,4% del campione analizzato proviene dalla Lombardia (da Milano arriva infatti poco più del 12% dei lombardi), quasi il 13,3% dal Piemonte (da Torino poco più dell’11% dei piemontesi). La maggioranza abita in centri con meno di 20mila abitanti.

Si tratta prevalentemente di donne (il 68,8%), per il 34% con più di 65 anni. Solo il 28% del campione analizzato, infatti, ha meno di 50 anni. Ben il 44% degli intervistati è composto da pensionati.

Al netto di studenti, casalinghe, disoccupati il 46% del campione svolge un lavoro di elevato profilo: imprenditori, dirigenti, liberi professionisti o docenti universitari. Ma anche insegnanti, piccoli professionisti, impiegati e artigiani.

I cattolici praticanti sono circa il 75%. Pochissimi i separati/divorziati (49 casi su 1049) o i conviventi (15 casi).

Il 38% di tutti loro si reca a Medjugorje alla ricerca di un conforto spirituale; il 23% va a chiedere alla Madonna una grazia (l’11,7% va per ringraziarla dopo averla ricevuta). Il 17,7% spera di vedere qualcosa di “paranormale”. I curiosi sono il 5,6%.

Quasi la metà del campione (48,8%) era già stato in precedenza a Medjugorje e nei due terzi di questi ultimi casi si tratta di pellegrini che vi si recano regolarmente. La maggior parte di quelli che sono stati nella piccola cittadina della Bosnia Herzegovina afferma che l’esperienza le ha cambiato la vita: “qualcosa” per il 48,8%, “molto” per il 30,4%. Un cambiamento a 180° per il 14,5% dei casi.  Solo il 5% degli intervistati è tornato a casa con un giudizio deludente. (LEGGI QUI)

 

 

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