Caso Sarah Scazzi: a un anno dalla sentenza mancano le motivazioni

Se pensavate che i casi giudiziari che finiscono in prima serata in tutte le trasmissioni televisive di cronaca nera almeno godessero di tempi rapidi vi sbagliavate di grosso.

Quello di Sarah Scazzi non sarà un caso di malagiustizia ma di sicuro si tratta di una giustizia addormentata.

“E’ passato quasi un anno e non abbiamo ancora notizia delle motivazioni della sentenza di appello, siamo davanti ad una grave lesione dei diritti della difesa”. L’avvocato Franco Coppi, difensore di Sabrina Misseri (condannata all’ergastolo in secondo grado il 27 luglio 2015 per la morte della cugina Sarah assieme alla madre Cosima) si scaglia contro la mancata deposizione della motivazione.

“Non è accettabile sul piano della civiltà del diritto che un imputato assistito dalla presunzione di non colpevolezza debba aspettare tutto questo tempo per sapere perchè è stato condannato”.  Le motivazioni infatti andavano depositate entro 90giorni ma è passato più di un anno e nel frattempo le due imputate aspettano in carcere.

Indubbiamente secondo l’opinione pubblica e (quella del giudice anche) le due donne si sono macchiate del più terribile dei reati e meritano probabilmente di marcire in galera. Però. Giuridicamente in Italia c’è il principio della presunzione di innocenza, le due donne sono incensurate, hanno avuto l’ergastolo in secondo grado, ma ufficialmente non sanno il perchè. Ci vuole un anno a scrivere le motivazioni di una sentenza?

Certo, se si considera che le motivazioni del primo grado erano così tante da occupare la bellezza di un fascicolo di 1630 pagine, forse si comprende la lunghezza dei tempi. Ma anche lì, 1630 pagine? Non saranno un po’ troppe? “Un giudice che è convinto della colpevolezza dell’imputato e di dover infliggere l’ergastolo dovrebbe avere delle idee così chiare e avere in mente dei punti di riferimento così solidi e così lucidi da non aver bisogno di un’enciclopedia per rappresentare le ragioni del suo convincimento”. Così ha commentato l’avvocato Coppi.

Chissà. Chisà se le motivazioni non sono state ancora depositate perchè i tempi della stesura di un’altra enciclopedia sono più lunghi. Chissà. O chissà se, vista la pausa estiva dei trash programmi televisivi non si aspetti settembre per annunciare in diretta salotto della D’Urso le motivazioni dell’ergastolo del giallo di Avetrana. Così come è avvenuto per ogni singola svolta di questo caso.

 

 

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