Quante tigri sono rimaste al mondo?

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Di questo passo, le tigri presenti in Natura si estingueranno in 5 anni. E paradossalmente gli zoo ed i bioparchi corrono in loro aiuto.

Proprio così, beffa delle beffe, forse saranno proprio i luoghi dove le tigri sono detenute a salvarle dall’estinzione. E sì, perché il numero dei felidi presenti allo stato brado è sceso negli ultimi anni vertiginosamente a meno di 3mila, e se contiamo le mille detenute in cattività negli zoo di tutto il mondo ci accorgiamo della fragile ed esigua cifra con cui si rischia la sparizione di una delle specie esotiche più belle presenti al mondo.

50 Anni fa erano 50mila gli esemplari di tigre presenti sul nostro pianeta. Poi i bracconieri, i cambiamenti climatici e l’espansione urbana ed agricola hanno fatto in modo che il numero si riducesse, e ben tre sottospecie di tigre (quella di Bali, del Caspio e quella di Java) si estinguessero.

Ne rimane solo un manipolo, di cui tre quarti vive in un habitat ridotto al 7% di quello originario. La parte del leone (o della tigre in questo caso) la fa l’India con quasi la metà degli esemplari presenti sul suo territorio, seguita da Malesia e Bangladesh con 500 a testa.

Non è una vita semplice, quella delle tigri. Devono quotidianamente difendersi da cacciatori e bracconieri che con la carcassa di una di esse rimediano oltre 40mila euro, vendendo (in maniera illegale) pelli, denti ed ossa, oltre ad alcune parti reputate da qualcuno afrodisiache e curative.

Ma non solo. L’uomo sta progressivamente erodendo lo spazio vitale delle tigri sottraendogli costantemente porzioni di territorio per le proprie esigenze, dalla casa a un campo coltivabile. E per di più influisce sul clima con condotte a volte dissennate.

In tutto questo, come dicevamo, zoo e bioparchi sono le uniche strutture in grado di preservare dalla sparizione le tigri e difenderle da alcuni esseri umani senza scrupoli. In un prossimo futuro potrebbero essere loro a concorrere al ripopolamento di intere aree. Ma il costo esorbitante, l’impraticabilità di certe scelte e la complessità di molti progetti che prevedono la reintroduzione in Natura degli esemplari della specie allevati in cattività, fanno pensare che la via maestra da percorrere sia la salvaguardia delle tigri.

E’ più economico e più naturale. Ma soprattutto più etico.

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