La Lazio, i tifosi e le mosse di Lotito

Prove di riavvicinamento del presidente Lotito con la tifoseria biancoceleste? Sicuramente tentativi disperati di ricucire uno strappo che dura da dieci anni (nei primi due della gestione del patron romano il popolo laziale era con lui).

Una mission impossible è stata definita quella che sta cercando di portare a termine il numero uno del club capitolino.

Lotito La situazione in casa Lazio si divide tra l’attenzione, ma soprattutto tra lo scetticismo della piazza che considera ogni mossa del “gestore” inutile e soprattutto di facciata. Ai ripensamenti tardivi non crede praticamente nessuno. D’altronde, quando Lotito è in difficoltà (e probabilmente questo è il suo momento più delicato da quando si è insediato a Roma) tenta una mossa a sorpresa per riacquisire consensi. Ecco spiegate le scelte di Angelo Peruzzi come club manager e di Arturo Diaconale come nuovo responsabile della comunicazione. Cosa cambierà adesso? Tutto e niente. Perché la Lazio rimane (da troppo tempo) un cantiere aperto. Tante buone intenzioni e belle parole, fatti zero o quasi.
Tifosi e mercato E la tifoseria cosa ha deciso? Se lo chiedevano in molti ed è un discorso che interessava parecchio anche in società. La Curva Nord ha scelto di tornare alla stadio per amore dei colori biancocelesti (senza sottoscrivere alcun abbonamento) e per paura che la continua diserzione potesse portare ad una perdita della lazialità.

Il popolo biancoceleste, come spesso è accaduto in passato, è diviso. C’è chi non vuole nemmeno sentir parlare di rientrare all’Olimpico, chi invece vuole contestare società (e giocatori) allo stadio come il dodicesimo uomo in campo.

La sintesi definitiva si avrà probabilmente a campagna acquisti (e cessioni) conclusa, visto che di problemi da risolvere al riguardo ce ne sono parecchi. Come quelli relativi a Keita e Biglia. Il primo non ha alcuna intenzione di rinnovare il suo contratto, vuole cambiare aria e i suoi comportamenti discutibili, conditi a frasi del tipo “La Lazio per me è un punto di partenza, non di arrivo”, ne sono la dimostrazione evidente. Anche l’argentino non ha nascosto la possibilità di lasciare Roma, ma per adesso nessuna squadra ha intenzione di investire la cifra richiesta dal club (20 milioni di euro). Il rischio, concreto, è che si possa finire per svenderlo, a pochi giorni dalla chiusura del mercato. E sarebbe un vero peccato, oltre che un problema per trovare un sostituto all’altezza in extremis. Serve rinnovargli il contratto il prima possibile.

Società Tornando alla dirigenza, Arturo Diaconale (che verrà presentato lunedì mattina, mente nel pomeriggio sarà il turno di Immobile) ha accettato la proposta del presidente ed è il nuovo responsabile della comunicazione biancoceleste. Stefano De Martino rimarrà come capo ufficio stampa e curerà tutte quelle mansioni che ha sempre svolto: radio, tv e rivista ufficiale. All’attuale consigliere d’amministrazione della Rai l’arduo compito di fare da ambasciatore tra il club e i tifosi. Una sorta di divisione di compiti con De Martino, una trait d’union come nel caso di Tare e Peruzzi. Il portierone è stato scelto da Lotito, in un momento di autentica criticità, per sistemare le questioni spinose di spogliatoio e perché, comunque, il popolo biancoceleste ha rispetto di lui. Rispetto che evidentemente non si è (ancora) guadagnato Simone Inzaghi, accusato dalla curva di essere “un uomo senza attributi” per aver accettato il ruolo di “allenatore ripescato”. Al diesse albanese invece spetteranno le faccende legato al mercato.

Resta da capire quanto e come possa incidere Peruzzi nella Lazio, vista la sua ammissione, nella conferenza stampa di presentazione di giovedì. “Il presidente mi ha offerto un contratto lungo, ma ho optato per un solo anno. Anzi, addirittura ho proposto 3 mesi per 3 mesi”.

Insomma, la situazione in casa biancoceleste è tutt’altro che rosea e stabile. Lotito sta cercando di ricomporre i pezzi di una società distrutta da lui stesso. Ma diventa praticamente impossibile farlo, visto che nessuno gli da retta. Soprattutto quando ti sei ampiamente meritato una piazza totalmente contro.

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7 Commenti

  1. parifde said:

    non trovo spiegazioni plausibili per questa giravolta della Nord, probabilmente gli abbiamo sopravalutati!!! sono anche loro delle persone senza le cosiddette palle e privi di ogni capacità d’analisi, complimenti vi siete appalesati per quello che siete sempre stati e lotito vi ha individuati per tempo e vi ha semplicemente ignorati e catalogati con i noti aggettivi.

  2. Luca said:

    Si giudica con tanta durezza un uomo come Simone Inzaghi perché, non essendo stato egli inizialmente considerato dalla Lazio come allenatore per la stagione in corso, ha poi accettato, con umiltà ed intelligenza, la grandissima opportunità lavorativa offertagli – come qualsiasi altro allenatore agli inizi (e non solo) della carriera, se non incapace di intendere e di volere, avrebbe fatto (anche perché, in caso di rifiuto da parte di Inzaghi, probabilmente nessuna altra società gli avrebbe proposto tale ruolo in campionati di Serie A e B, con conseguente rischio di terminare la relativa carriera) – e poi si prendono a cuor leggero decisioni così gravi come quella di tornare all’Olimpico e, conseguentemente, di far vincere Lotito rafforzandone enormemente la posizione, senza alcuna valida giustificazione! Ciò mi suggerisce di rammentare ai rappresentanti della “Curva Nord” la famosa frase di Gesù, di seguito indicata, che, beninteso, resta sempre valida per ciascuno di noi: “Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio di tuo fratello”.

  3. tito said:

    non capisco, le barriere sono ancora lì, abbiamo passato una stagione pessima per questa decisione, senza tifo e con una squadra allo sbando, e ora come niente fosse si rientra, ma evitate almeno di fare comunicati e porvi come rappresentanti di qualcosa dal momento che non è la prima volta che cambiate atteggiamento senza aver ottenuto nulla di quello che chiedevate (vedi tessera del tifoso).

  4. Paolo said:

    La Curva Nord in pochi giorni cambia idea? Perché? Ma tutti i mali non vengono per nuocere. Forse è arrivato il momento di prendere le distanze da chi cacciò gli eagles supporter dalla curva a suon di cazzotti, da chi ci ha rotto le scatole per anni con i buu razzisti, da chi ha portato la politica nello stadio sputtanandoci in tutta Europa Da chi con la lazio ci campa, da chi fa battaglie per una divisione della curva che interessa solo loro…

  5. Paolo said:

    La disaffezione dei laziali preoccupa chi con la Lazio fa affari…
    Chiama la Lazio e non gli affari diserta lo stadio!

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