Si aggravano di nuovo le condizioni di Ciro Esposito

Ciro Esposito

Sono di nuovo tornate critiche le condizioni di Ciro Esposito, il tifoso napoletano ferito a colpi di pistola dal supporter romanista Daniele De Santis. Stamattina, i medici hanno avvisato i familiari del sopraggiungere di una infezione polmonare e all’ora di pranzo si era addirittura diffusa la notizia che Esposito fosse morto. Poi, per tutto il pomeriggio, si sono accavallate le informazioni più disparate: prima che il giovane benzinaio fosse ancora in vita ma “clinicamente morto”, poi che era sì in condizioni disperate ma addirittura cosciente, poi ancora che i medici avessero optato per il “coma farmacologico”.

Quel che è certo, è che le sue condizioni sono di nuovo gravissime e che Esposito lotta di nuovo tra la vita e la morte. Se dovesse morire, per De Santis scatterebbe l’imputazione di omicidio volontario aggravato dai futili motivi.

Con la famiglia del tifoso napoletano, c’è anche Gino Di Resta, presidente del Napoli Club Roma. Tra la rabbia e la drammaticità del momento, si sfoga contro le istituzioni: “Roma non ha il sindaco. Qui dal 3 maggio non è venuto nessuno, e qui non è arrivata una bottiglia d’acqua. Marino è passato qui a salutare i bambini, a 50 metri c’era Ciro. E non è venuto. Anche il Questore è complice: far parcheggiare i tifosi del Napoli a Roma Nord e non a Roma Sud  è stata una follia. Per la finale di due anni fa, il servizio d’ordine fu perfetto. Stavolta nullo”. Ed è stato proprio Di Resta a comunicare la notizia dell’aggravarsi delle condizioni di salute di Ciro al presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis.

Intanto dopo la triste notizia, a Scampia viene annullata la proiezione sul maxi-schermo in piazza della partita Italia-Uruguay. Un segno di rispetto di tutto il quartiere per il dolore che sta vivendo la famiglia di Ciro.

 

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