Cucchi: polemiche per la promozione del carabiniere indagato per falsa testimonianza 

Si può essere indagati per falsa testimonianza e venire promossi di grado? Sì, almeno in Italia sì. É il caso di Roberto Mandolini, uno dei carabinieri che, secondo l’accusa, avrebbe mentito ai pm della prima inchiesta sul caso Stefano Cucchi.

In che modo? Coprendo il “violento pestaggio perpetrato da tre uomini dell’Arma nei confronti della vittima“.

Come riporta il Fatto Quotidiano, Mandolini è stato adesso promosso da maresciallo a maresciallo capo.

Nel 2009 era sottufficiale alla caserma Appia, da dove partirono i militari che fermarono Stefano Cucchi“, si legge sul quotidiano. “In precedenza era stato vicecomandante a Tor Vergata Adesso per lui è arrivata anche la promozione di grado“.

Un premio che arriva proprio mentre la Procura di Roma si appresta a chiudere le indagini dell’inchiesta bis sulla morte di Cucchi, avvenuta il 22 ottobre 2009.

Mandolini, che su Facebook prende posizione e scrive spesso in difesa dell’Arma, è caduto in contraddizione proprio sulla perquisizione domiciliare eseguita la notte dell’arresto a casa dei genitori di Stefano e sulle ragioni del mancato fotosegnalamento“.

Sono in molti, soprattutto tra i familiari e gli amici di Cucchi (ma anche parte dell’opinione pubblica) a storcere il naso per la promozione di Mandolini.

Ma pronta è arrivata la difesa dell’Arma. “In relazione alla notizia riportata da un quotidiano, Roberto Mandolini, indagato per ‘falsa testimonianza’ nel procedimento penale riguardante la morte di Stefano Cucchi, il Comando generale dei Carabinieri comunica che il militare è stato promosso ‘ad anzianita’ da maresciallo ordinario a maresciallo capo e si tratta di un avanzamento di grado automatico. Avendo lo stesso maturato 7 anni di permanenza del grado precedente”.

Ma le polemiche sembrano essere appena cominciate…

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