Ruba 5mila euro dalle casse Atac, sindacati la difendono

L’azienda dei trasporti Atac ha provveduto a sospendere dalla retribuzione e dalla paga un’addetta alle vendite dei biglietti a seguito di un ammanco di oltre 5 mila euro: i sindacati hanno pensato bene di annunciare uno stato di agitazione per solidarizzare con l’operatrice.

Dopo gli scandali degli scioperi indetti proprio in occasione delle partite della nazionale italiana agli europei di calcio, un’altra iniziativa che fa infuriare i cittadini romani viene intrapresa dalle organizzazioni sindacali. Stavolta, i protagonisti della mobilitazione in difesa di un’operatrice della biglietteria della tratta Roma-Lido sono le sigle Cgil, Cisl e Uil interne ad Atac.

La difesa di un lavoratore è indiscutibile e si deve chiedere massima chiarezza anche quando la situazione è davvero indifendibile. In questo caso, però, ci si e spinti un po’ oltre: i controlli effettuati da Atac, secondo quanto riportato dal Messaggero, hanno appurato come durante i turni della lavoratrice fossero spariti oltre 5 mila euro. Mica tutti insieme, ma il gruzzolo sarebbe stato accatastato un po’ alla volta. Un giorno mancavano 300 euro; poi qualche settimana più tardi 1.500 e poi ancora altri 500: fino ad arrivare ai 5mila euro contestati.

Semplice caso di cleptomania, dipendente con il vizio di arrotondare oppure si tratta solo di errori nei calcoli degli incassi? Ovviamente l’ultima ipotesi è quella più valida secondo la diretta interessata che può contare sull’appoggio dei sindacati che dopo le battaglie per riconoscere il diritto all’aborto (leggi qui) ora si mettono a difendere anche con l’operatrice messa sotto procedimento disciplinare per l’accusa di furto.

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