Russia-Turchia: va in onda la pace tra Putin ed Erdogan

Dopo il fallito colpo di Stato che stava per far fuori Erdogan, la Turchia ha ripreso i rapporti con la Russia di Putin fino quasi a siglare un’intesa molto forte con l’incontro di San Pietroburgo.

I rapporti tra Ankara e Mosca erano molto tesi: ad aprire la crisi fu l’elicottero russo abbattuto dagli aerei turchi mentre era impegnato nelle operazioni belliche al confine siriano circa nove mesi fa. Così Putin si impegnò a fornire in mondovisione le prove dei traffici petroliferi che la Turchia stava intrattenendo coi terroristi dell’Isis. Poi, proprio pochi giorni prima del golpe in Turchia, nella sorpresa generale Recep Tayyip Erdogan telefonò al leader russo per porgere le scuse circa l’abbattimento dell’elicottero russo.

“Sono stato uno dei primi a telefonarle per esprimere il mio sostegno dopo il tentativo di colpo di Stato. Lo voglio ribadire: è una posizione di principio, noi siamo contrari a ogni stravolgimento illegale dell’ordine costituzionale”, ha detto Vladimir Putin a San Pietroburgo, in apertura dei colloqui con Erdogan che sembrano chiudere la crisi.

Le posizioni dei due Pesi rimangono opposte circa il conflitto ancora in corso da oltre 5 anni in Siria: mentre la Russia sostiene l’esercito regolare pro-Assad, la Turchia appoggia i ribelli. E qui risiede uno degli interrogativi della guerra siriana: possono essere considerati ribelli moderati miliziani che non si fanno scrupoli a bombardare e tagliare gole ai civili o a festeggiare barbaramente oltraggiando i cadaveri di soldati uccisi?

Gli interessi economici e geo-politici hanno portato all’incontro di San Pietroburgo: Erdogan aveva urgente bisogno di uscire dall’isolamento internazionale soprattutto dopo i provvedimenti post-golpe fallito. Ora si spera che il vertice porti ad una convergenza delle due nazioni per una soluzione nel conflitto siriano.

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