Schio: ‘medaglia della Liberazione’ ritirata al partigiano-boia

La medaglia della Liberazione concessa a Valentino Bortoloso, il partigiano colpevole dell’eccidio di Schio, è stata ritirata.

Aveva suscitato forte sdegno il riconoscimento concesso dal governo al responsabile dell’uccisione di 54 innocenti, tra cui 14 donne e 7 minorenni. Come era stato raccontato su questa testata, il riconoscimento – assegnato a Bortoloso componente della brigata garibaldina “Martiri Valleogra” – è stato istituito dal ministero della Difesa per celebrare i 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale.

Il fatto, però, è che l’infame massacro, passato alla storia come “Eccidio di Schio”, si verificò quando il conflitto si era già concluso, nella notte tra il 6 e 7 luglio 1945 nelle allora carceri mandamentali e ora biblioteca civica Renato Bortoli.

“Giustizia é fatta! – ha esclamato Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, alla Formazione, al Lavoro e alle Pari Opportunità della Regione Veneto –
È stata ritirata la medaglia della vergogna al partigiano colpevole della strage di Schio e per questo condannato. Non mi sarei fermata, con le iniziative tese a far ritirare questa medaglia, per nulla al mondo”.

Come era stato già denunciato su L’ultima Ribattuta (leggi qui), l’eccidio di Schio è stato uno dei tragici episodi vergognosamente taciuti da una storiografia ufficiale che di scheletri ne ha nascosti fin troppi negli armadi della Liberazione e della Resistenza. “I partigiani allora – ha spiegato la Donazzan – si costituirono Giudici di Popolo condannando, con giustizia sommaria, i propri avversari politici e ora si ergono a Giudici della storia dando patenti di moralità e di autoassoluzione. Le parole vergognose dell’Anpi tese ad assolvere il ‘buon’ partigiano, colpevole in fondo solo di avere fatto il proprio dovere compiendo la strage, sono incredibili”.

Altrettanto dimenticata è stata la condanna a morte degli alleati inflitta proprio a Bortoloso, riconosciuto tra i responsabili dell’azione vigliacca. Ma questo al ministro della Difesa, Roberta Pinotti, che ha istituito la Medaglia evidentemente evidentemente era sfuggito e forse era stato nascosto anche al prefetto Eugenio Soldà e Anna Donà, assessore allo sviluppo del Comune di Schio, che in rappresentanza del sindaco Valter Orsi, avevano consegnata nelle mani del vile assassino.

“Credo – ha concluso la Donazzan – sia tempo di cancellare l’ANPI per manifesta faziosità e falsità. Occorre dire agli associati, che dovrebbero essere qualche centinaio al massimo se si trattasse di veri partigiani o ai loro ‘nipotini ‘, che la guerra civile è finita da un po'”.

Articoli correlati

*

Top