L’invito di Kim Jong Un a mangiare carne di cane

Kim Jong Un
Kim Jong Un

Non finisce mai di stupire, quel simpaticone del dittatore nord-coreano Kim Jong Un.

Mangiate carne di cane, è la più nutriente“, parola di Kim Jong Un. Sì, proprio il ragazzotto dalla capigliatura discutibile e con la mania di sparacchiare missili facendo incavolare i suoi vicini nell’estremo oriente. Ora è diventato dietologo, ed incentiva ad adottare un certo tipo di alimentazione per combattere la povertà alimentare in Corea del Nord.

Mica pensa a destinare il denaro che impiega per le spese missilistiche per sconfiggere la denutrizione. Macchè, al contrario esorta ad eliminare i cani: “Uccideteli a bastonate per ottenere una carne più buona, e conservate anche la pelliccia“. Roba preistorica, in barba a tutti i principi animalisti, e mentre tutto il mondo si indigna per le barbare usanze del festival di Yulin, ecco questa uscita nettamente in controtendenza.

A supporto di queste esternazioni, il governo nord-coreano ha promosso una campagna mediatica a favore della carne dell’animale. “La carne di cane contiene più vitamine di quella di pollo, manzo o maiale“, afferma Pyongyang, rimarcando le presunte proprietà terapeutiche dell’alimento per lo stomaco e l’intestino umano. E poi per loro è un alimento tradizionale: che fai, contesti una tradizione? Che poi è suffragata dal proverbio che dice: “una fetta di dangogi può essere una buona medicina durante i giorni del cane“.

Parole sante, inoppugnabilmente scientifiche.

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