Nord vs Sud: i diplomati con lode sono tutti nel mezzogiorno

Tutti geni nel mezzogiorno. Un diplomato con lode su cinque, ha preso il bacio accademico in quel della Puglia. < \h2>

Il 96% degli studenti è stato ammesso agli ultimi esami di maturità, di questi è stato promosso il 99,5% . Percentuali alle stelle.

La scorsa settimana il ministero dell’Istruzione ha reso noti i dati della maturità 2016. Sono aumentati quelli che hanno conseguito il diploma con una votazione superiore all’80 su 100, in calo i 60, cioè il minimo. Ma soprattutto sono cresciute in modo vertiginoso le lodi: 5.133 conquistate in tutte le scuole italiane, 1.237 in più rispetto al 2015 (l’1,1% contro lo 0,9 dello scorso anno). Un record detenuto dagli studenti del Sud: solo in Puglia e Campania sono 1.647, un numero che non si raggiunge nemmeno mettendo insieme le lodi ottenute dai diplomati di Lombardia, Veneto e Piemonte. Alla faccia.

Guardando alle singole regioni, la Puglia è da primato, con 934 lodi (2,6%), in aumento del 2,3% rispetto al 2015. Seguono Campania, con 713 cento e lode e la Sicilia con 500. L’Emilia Romagna si ferma a 328, la Toscana a 222.

A questo punto inevitabilmente Si è riaperta subito la polemica sul divario tra Nord e Sud nelle votazioni e sul valore legale del titolo di studi. Ilaria Venturi: «In Calabria, ad esempio, più dell’8% dei maturandi ha preso 100 e addirittura il 2% la lode. Più del doppio di Lombardia e Veneto, quasi il doppio del Lazio. Performance non confermate dai test Invalsi e dalle rilevazioni internazionali, come Ocse-Pisa, che invece descrivono un quadro della qualità degli apprendimenti di segno diverso, con quasi tutte le regioni del Sud molto al di sotto della media europea, compresa quella italiana».

Il test Invalsi è una prova scritta che ha lo scopo di verificare il livello di apprendimento degli studenti e la qualità generale del sistema istruzione. I test devono essere sostenuti dagli studenti delle seconde e quinte elementari, prime e terze medie e di tutte le seconde superiori. Due le materie: italiano e matematica.

Gian Antonio Stella: «Prendiamo la Sicilia, che oggi vanta proporzionalmente il doppio abbondante di 100 e lode della Lombardia. Dieci anni fa il Pisa (Programme for International Student Assessment) dell’Ocse diceva che nessuno arrancava quanto i quindicenni siciliani. La più sconfortante era la tabella sulle fasce di preparazione. Fatta una scala da sei (i più bravi) a uno (i più scarsi) i ragazzi isolani sul gradino più basso o addirittura sotto erano il doppio della media Ocse. Il quadruplo dei coetanei dell’Azerbaigian. Poteva essere lo sprone per una rimonta. Non c’è stata. Lo certifica il rapporto Invalsi 2015: “Il quadro generale delineato dai risultati delle rilevazioni, che non è particolarmente preoccupante a livello di scuola primaria, cambia in III secondaria di primo grado, assumendo le caratteristiche ben note anche dalle indagini internazionali: il Nordovest e il Nordest conseguono risultati significativamente superiori alla media nazionale, il Centro risultati intorno alla media e il Sud e le Isole risultati al di sotto di essa”»

Il dubbio, dunque, sorge spontaneo.

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