L’Anpi attacca il compianto Albertazzi: “era fascista, niente cittadinanza onoraria”

Ci risiamo, i soliti partigiani. L’Anpi (di Volterra), come spesso è accaduto in passato (clicca qui) se l’è presa con una persona che non c’é più: Giorgio Albertazzi.

Il compianto attore, deceduto lo scorso maggio, è “accusato” di esser stato un repubblichino e quindi, secondo loro, non degno di ricevere la cittadinanza onoraria, attribuitagli dal comune di Volterra.

Per l’associazione dei partigiani (i reduci sono rimasti pochissimi, ma qualcuno, non si sa bene chi, ha deciso di farne le veci) non esiste, nè in cielo (nel caso di Albertazzi) e nè in terra, che qualcuno che abbia fatto parte della Repubblica Sociale di Saló possa essere insignito di qualcosa.

Abbiamo atteso fino ad ora per non creare polemiche, ma ora vogliamo chiarire il motivo di questa nostra posizione che non riguarda i meriti artistici dell’attore ma la sua vicenda personale“, il commento dell’Anpi che ha allegato su Facebook anche la foto di un partigiano impiccato. “Albertazzi è stato uno degli artefici della terribile repressione a seguito dei rastrellamenti sul Monte Grappa dal 20 al 27 settembre 1944, nell’ambito dell’operazione Piave da parte dei nazifascisti“.

Una circostanza, tra le altre cose, sempre smentita dall’attore quando era in vita. “Non mi pento affatto del mio passato, non rinnego le mie idee, ma non ha mai fucilato nessuno“,

L’Anpi ha concluso con una discutibilissima e ingiustificata presa presa di pozione: “ci dissociamo dunque in maniera netta da questa concessione della cittadinanza onoraria“.

Non potendo rispondere, ci ha pensato la vedova dell’attore a replicare, Pia dè Tolomei di Lippa, nobile Fiorentina.

Perché prendersela con Giorgio ora che non c’é più? É una vergogna .Si ricordino che l’Anpi è un istituto culturale pagato dagli italiani. E mio marito è stato un grande italiano, ha ricevuto i più alti riconoscimenti dallo Stato: da Grande Ufficiale a Commendatore, fino a Cavaliere di Gran Croce della Repubblica. Questa cosa è allucinante. Si pubblicano sui social cose di settant’anni fa senza nessun motivo. Devo ricordarlo io che quello era un periodo di guerra civile? Ci sono foto di partigiani illustri con teste mozzate, sbandierate, che hanno ucciso altri uomini. Mi chiedo: se Giorgio fosse stato dall’altra parte sarebbe stato migliore? 

E questo, di fronte a simili esternazioni da parte dell’Anpi, é quello che si chiedono in molti.

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