Slot machine: dietrofront del governo, finalmente via dalle tabaccherie?

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Forse ci siamo: a breve le odiose macchinette slot machine potrebbero sparire da tabaccherie ed esercizi commerciali con la speranza di contrastare la piaga della ludopatia.

Lo scorso maggio su questa testata avevamo denunciato il passo della legge di Stabilità apparso sulla Gazzetta Ufficiale che prescrive l’introduzione di nuove macchinette (circa 40mila in più) che avrebbero fatto lievitare il totale a ben 424 mila (leggi qui). Ora, a quanto pare, è arrivata la retromarcia. L’annuncio è stato dato dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi nell’intervista al settimanale Vita Non Profit: anche il sottosegretario all’Economia con delega ai giochi, Pier Paolo Baretta ha confermato questa linea: “Abbiamo avviato a luglio – ha dichiarato – una proposta in Conferenza Unificata che prevede di andare oltre la riduzione di almeno il 30% delle slot machines, già decisa con la legge di Stabilità e di farlo eliminando l’offerta di gioco dagli esercizi generalisti secondari (alberghi, esercizi commerciali, edicole, ristoranti, stabilimenti balneari, rifugi alpini, e altri); riducendola in modo significativo – fino ad azzerarla – nei pubblici esercizi (bar) e nelle rivendite di tabacchi; introducendo una certificazione di doppio livello (classe A e classe B) dei punti gioco e un rigoroso sistema di controlli; considerando valide, in materia di distanze, le decisioni normative adottate finora dagli enti locali, con i quali è in corso un negoziato. Comunque, posso assicurare che la nostra linea è ridurre e razionalizzare”.

Quella piaga denominata ludopatia colpisce 256 mila italiani, mentre si attestano a ben un milione i nostri compatrioti definiti “a rischio alto” da uno studio Espad curato dal Cnr. Tra le regioni in prima fila nella lotta contro questo grave fenomeno c’è la Lombardia guidata da Roberto Maroni: nei mesi scorsi, infatti, è stato lanciato un tavolo di lavoro presieduto dall’assessore lombardo al Territorio con la partecipazione dell’Anci, del Comune di Milano, assieme alle Prefetture e alle Questure con l’obiettivo di sperimentare il nuovo sistema per il rilascio delle autorizzazioni all’apertura di nuove sale gioco, sale bingo e slot machine.

Lo stesso presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, aveva spiegato come esista ”un concorso di interessi pubblici di pari rilievo facenti capo ad amministrazioni diverse, statali da un lato (Ministero dell’Interno, concorso pubblico in materia di sicurezza) e territoriali dall’altro (Regione Lombardia, interesse pubblico a tutela dei più deboli e degli affetti da ludopatie), con la conseguenza che il regime di pubblica sicurezza convive con eventuali norme di legge regionali o regolamentazioni comunali che, muovendo su un piano diverso rispetto a quello della licenza di Polizia, pongono limiti all’apertura di sale gioco, sale bingo e slot machine”, secondo quanto contenuto in una circolare del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno.

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