Epatite C: costi e liste d’attesa alimentano viaggi della speranza

Il rapporto nazionale promosso da “Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato” è scoraggiante. I malati di epatite C lamentano scarse informazioni e forti impedimenti all’accesso alle nuove cure.

Anche chi è riuscito a rientrare tra i “fortunati” ai quali è stato erogato il nuovo farmaco afferma di aver aspettato anche sei mesi. Il rapporto Epatite, C siamo! parla chiaro: fra luglio 2015 e febbraio 2016, oltre 3mila persone si sono rivolti a Cittadinanzattiva e molti, troppi, hanno segnalato difficoltà di accesso alle cure innovative, soprattutto per mancanza di chiarezza sui criteri di accesso.

Il “problema” maggiormente lamentato dai malati di epatite C è appunto rappresentato dai criteri di prioritizzazione stabiliti dall’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco. Se non si rientra nei parametri o si aspetta paradossalmente che la salute si aggravi o si decide di affrontare di tasca proprio la spesa. Che può arrivare fino a 50mila euro.

«Molti malati, anziani e soli, non sanno come raggiungere i centri prescrittori – conferma la coordinatrice del rapporto, Tiziana Nicoletti di Cittadinanzattiva – . Il 4,5% di coloro che hanno contattato il nostro sportello ha segnalato l’impossibilità di accedere ai farmaci a causa del loro elevato costo, non rientrando nei restrittivi criteri di eleggibilità al trattamento stabiliti da Aifa».

E così, tra liste d’attesa lunghe e restrittive e costi spropositati per la terapia sono in tanti che decidono di intraprendere un viaggio della speranza, per andarsi a curare all’estero. Soprattutto in India.

Perché in India? Perché qui la Gilead, casa farmaceutica americana in possesso del brevetto di Sovaldi e Harvoni, i due farmaci innovativi, ha concesso in licenza la possibilità di produrre generici del tutto equivalenti all’originale a costi drasticamente più bassi: 400 euro circa per 4 settimane di trattamento contro l’epatite C.

«Il diritto a guarire è per pochi, ovvero quelli che sono ammalati abbastanza e che riescono a superare lo scoglio delle liste d’attesa anche di sei mesi, gli altri, invece, devono aspettare di peggiorare o, se possono permetterselo, andare all’estero correndo magari anche qualche rischio» – ha commentato Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato e responsabile del Coordinamento delle Associazioni dei Malati Cronici di Cittadinanzattiva.

Aceti ha anche auspicato il superamento delle «attuali disuguaglianze tra malati nell’accesso alle terapie, fornire loro informazioni chiare per garantire pari opportunità, eliminare le liste d’attesa. Per sostenere i costi elevati dei nuovi farmaci che eradicano il virus – suggerisce – va stimolata una maggiore concorrenza tra produttori in modo che vengano abbassati i prezzi, va rifinanziato il fondo per i farmaci innovativi, a partire dalla prossima legge di Stabilità, con risorse nuove e senza intaccare il Fondo Sanitario nazionale».

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