Olimpiadi a Roma? Le doppie morali e i ritardi capitali

Tutti contro i Cinquestelle e il sindaco Raggi colpevoli di non voler ospitare le Olimpiadi del 2024 a Roma: eppure qualche anno fa non era solo il Pd ad elogiare il premier Monti per aver detto No alla candidatura della Capitale.

Era il 2012 ed a proporla fu l’allora primo cittadino di Roma, Gianni Alemanno alla guida della giunta di centrodestra. Al governo nazionale, invece, c’era Mario Monti, il presidente tecnico arrivato dalla Bocconi per sostituire Silvio Berlusconi e salvare l’Italia. Monti disse no alla proposta di candidatura di Roma 2020 avanzata da Alemanno e la sinistra esultò: a testimoniarlo ci sono le schermate di tweet e post sui social network che sottolineano una improvvisa retromarcia (guarda la galleria alla fine dell’articolo).

“Non pensiamo sarebbe coerente impegnare l’Italia in quest’avventura che potrebbe mettere a rischio i denari dei contribuenti” erano state le motivazioni di Monti. Non solo, come esempi negativi vennero elencati i casi di Atene 2004 e Londra 2012: mentre in Grecia ci furono ripercussioni negative per l’economia ellenica, in Inghilterra i costi risultarono raddoppiati rispetto al previsto.

E così, nel febbraio 2012, il primo a lodare Monti fu Pierluigi Bersani: “Il governo ha preso una decisione meditata: una scelta da leggere come senso di responsabilità e non di sfiducia”. Poi, sulla stessa linea, arrivò il tweet dell’attuale capogruppo alla Camera del Pd, Ettore Rosato: “Troppi soldi, troppo vaghi i ritorni. Fa bene Monti, il coraggio di dire no quando serve”. Sulla stessa linea il presidente della giunta regionale dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.

Chi addirittura telefonò all’allora premier Mario Monti fu David Sassoli, ex vicedirettore del Tg1, diventato poi parlamentare europeo, sempre per il Pd: “A Monti ho fatto i complimenti per il no alle Olimpiadi. Saper rinunciare in certi casi è aumentare tasso di serietà e responsabilità”. Più cauto nel giudizio, invece, si dimostrò Paolo Gentiloni: “Capisco le ragioni dei favorevoli, ma tutto sommato il Governo ha fatto la cosa giusta”.

A fare un’inversione di tendenza non sono stati solo i politici, ma anche giornalisti del calibro di Vittorio Zucconi: “Fra tutti gli errori che si possono imputare a FullMonti l’Italia può essergli grata di averci risparmiato la catastrofe delle Olimpiadi”, twittava nel 2012. Immancabile, poi, la stoccata a Putin e alla Russia: “51 mld di $ il buco delle Putiniadi di Sochi. Chiunque pensi che le Olimpiadi siano un buon affare per un Paese o sogna o sogna di rubare”.

Evidentemente, nel giro di 4 anni Zucconi ha dormito male ed ha cominciato anche lui a sognare di rubare: “Beppe ha deciso – ha twittato pochi giorni fa contro Grillo – i suoi dilettanti non sarebbero in grado di gestire i miliardi che arriverebbero a Roma”.

Eccoli qui i sostenitori delle Olimpiadi a fasi alterne, i tedofori ad orologeria: quando si tratta di ingraziarsi un governo tecnico per contrastare un’amministrazione locale di colore politico avversario (quella targata Alemanno, sindaco di Roma nel 2012) allora era meglio respingerle. Ora, invece, pur di andare contro la giunta Raggi si critica l’occasione sprecata che tanto bene potrebbe fare alla Capitale.

La realtà è un’altra e va ben oltre le schermaglie di partito: la situazione di stato vegetativo della Capitale d’Italia si riscontra al primo acquazzone di fine estate. Emblematiche, poi, sono le immagini e i video riguardanti lo stadio Olimpico di ieri dove è stata sospesa la partita Roma-Sampdoria: sottopassaggi allagati e tribune trasformate in vere e proprie cascate. E questo sarebbe lo stadio costruito per l’evento di Italia ’90 tra i cui organizzatori c’era Luca Cordero di Montezemolo (leggi qui)? Lo stesso che oggi presiede il comitato per la candidatura dei Giochi di Roma 2024, all’epoca definiva Italia ’90 “un sogno per fare dei Mondiali una vetrina dell’Italia tecnologica e industriale, proiettata verso il Duemila”.

A dargli un appoggio in questi giorni sono le solite testate – i cui editori appartengono alla lobby del mattone – che si divertono ad addossare all’attuale giunta capitolina oltre 30 anni di malgoverno. Siamo proprio sicuri di volerle queste Olimpiadi?

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