Mare Nostrum e l’emergenza sanitaria: dopo la Marina, la Polizia

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Mare nostrum fa sempre più rima con Tubercolosi. Nove poliziotti che partecipano alla missione, infatti, sono risultati positivi mentre un altro ha contratto la malattia, secondo quanto denunciato su Il Tempo di oggi.

Neanche due settimane fa altri casi positivi sono stati riscontrati in una decina di marinai impiegati nella stessa missione. Ora è la volta dei poliziotti. Le operazioni che devono gestire l’arrivo di immigrati dalle coste nordafricane si stanno trasformando in una vera e propria emergenza sanitaria.

Eppure la Marina Militare è convinta del contrario, o perlomeno tenta in tutti i modi di ridimensionare il fenomeno. Per il 2 luglio prossimo, infatti, ha organizzato un incontro per fare chiarezza e dare spiegazioni a chi non conosce la materia e rassicurare chi lavora nell’ambito di Mare Nostrum. “È necessario ribadire – ha spiegato l’ammiraglio Mario Tarabbo – che avere personale positivo al test tubercolinico Mantoux o al Quantiferon, non significa avere del personale malato di tubercolosi. Nella Marina Militare non c’è nessun caso di patologia tubercolare”. Risultare positivi al test Quantiferon, secondo l’ammiraglio, non significa essere ammalati, ma avere una forma di tubercolosi latente che potrebbe rimanere tale per tutta la vita senza mai manifestare la malattia conclamata”.

Sarà anche vero, ma l’equipaggiamento fornito ai militari impiegati nella missione Mare Nostrum è tutt’altro che adeguato. Già ad aprile, con l’arrivo di sbarchi di immigrati provenienti da zone colpite dall’ebola, l’Organizzazione mondiale della sanità aveva fatto scattare il codice rosso nei principali aeroporti europei.

L’Italia, invece, con il caso dei dieci poliziotti positivi alla Tbc, appare sempre più abbandonata dall’Europa che non vuole sporcarsi le mani nella missione Mare Nostrum. Le parole del segretario generale del Consap, Giorgio Innocenzi, sempre su Il Tempo, sono una drammatica richiesta di aiuto: “Si registrano casi di positività soprattutto tra il personale incaricato del trasporto dei profughi e del controllo presso i Cie. E questo perché appare assolutamente insufficiente il controllo medico a bordo della navi. Basti pensare che pochi giorni fa è toccato ad un solo medico militare controllare in due ore e mezza 1300, con una media di sette secondi a visita, poi sarà questa cartella clinica a far fede sul rischio infettivo. Per l’ennesima volta lo Stato sta chiedendo al personale di polizia di far fronte alle sue incapacità politiche nel gestire l’emergenza e questo senza dotarli di mezzi adeguati e con retribuzioni vergognose soprattutto se rapportate ai rischi”.

Il grido di aiuto più autorevole è giunto proprio in queste ore: lo ha lanciato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, all’incontro dei ministri del G6 a Barcellona: “Mare Nostrum è un’operazione che è stata concepita come un’operazione a tempo e non può durare all’infinito: è l’Europa che deve prendere questo posto, il posto dell’Italia che darà il proprio contributo nel Mediterraneo”.

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