Trattativa Stato – Mafia: la docu-fiction su Al Jazeera è un flop

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Più che un documentario, un film hollywoodiano. Un’americanata, si potrebbe azzardare, andata in onda solamente su Al Jazeera. Stiamo parlando di “A very Sicilian Justice”, docu-fitcion che ha affrontato la questione del processo sulla trattativa Stato – mafia attraverso il racconto del Pm Nino Di Matteo (che ha dato il via libera agli autori per la realizzazione).

Proprio la tv araba sospettata di aver avuto rapporti in passato con Al Qaeda e legami con Osama Bin Laden. Un’emittente spesso “chiacchierata” per la veicolazione, studiata, di messaggi cospiratori per alimentare il clima di terrore.

Tornando alla fiction, risulta essere un film a senso unico. Con un’Italia in ginocchio, schiava della Mafia, che non è mai riuscita a rialzarsi. Un disegno che, seppur realistico (ma solo in alcune parti), risulta essere troppo negativo e fa uscire il nostro paese distrutto, senza nessuna via di fuga. Una regia unidirezionale, dove vengono raccontate storie di paura, di cospirazione.

Un film, appunto, non certo un documentario, che avrebbe dovuto semmai analizzare la realtà dei fatti e non ridurre il problema solamente a “Mafia e Stato”. Non considerando nemmeno la complessità di tutto ciò che ci sia dietro. Dando per scontato che questa trattativa ci sia stata, ignorando totalmente due processi crollati in sentenza. La docu-fiction ha come soggetto il magistrato Nino Di Matteo, minacciato dalla Mafia con continue lettere anonime (arrivategli anche da apparati dello Stato). Poi ci sono le immagini girate per le vie di Palermo, ma anche del discusso Massimo Ciancimino.

“A very Sicilian Justice” è l’opposto del giornalismo “british”, con molte accuse e poche difese. Il tutto senza fornire però motivazioni valide, né tantomeno spiegazioni. E il ritratto dell’Italia e di Palermo specialmente, non è certo un’opera d’arte. Come la fiction andata in onda su Al Jazeera d’altronde.

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